Rivoluzione Ztl: proposte, modifiche e reazioni

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Torino si prepara alla rivoluzione della viabilità in centro. Il Comune ha pronto un progetto che prevede la modifica della Ztl – Zona a traffico limitato, nata nel 1997. Le modifiche saranno diverse: dal prolungamento orario giornaliero al pagamento di un ticket per chi non ha i permessi di ingresso e non è residente. Resterà uguale, invece, l’area sottoposta alle limitazioni. Il nuovo modello, però, è ancora una proposta: si dovrà, infatti, passare attraverso dei tavoli di lavoro con le realtà cittadine per la stesura definitiva. Già si registrano i primi malumori.

Quali sono le modifiche del piano per la Ztl?

La proposta del Comune prevede un ampliamento dell’orario in cui la Ztl, che resterà uguale per estensione, sarà attiva nel centro torinese almeno 12 ore al giorno, quattro volte quelle attuali. Anche se l’obiettivo del Comune è renderla H24. Si passerà, quindi, dalla fascia oraria 7:30-10:30 all’attivazione 7:30-19:30. Sarà previsto un fisso di 4 o 5 euro che dovrà pagare chi non è residente o non ha un permesso per transitare nella zona. Previste l’applicazione di riduzioni per i mezzi con basse emissioni fino a un probabile ingresso gratuito per i veicoli elettrici. Il ticket, inoltre, includerà il permesso per 2 o 3 ore di sosta nelle strisce blu o nei parcheggi del centro. Per quanto riguarda il pagamento, il Comune sta studiando la progettazione di un nuovo portale informatico.

Qual è l’obiettivo del piano?

L’obiettivo del Comune è ridurre il numero dei veicoli in solo transito nella Ztl o incentivarne la sosta. Complessivamente sono 31.500 mezzi, poco meno della metà dei veicoli che passano ogni giorno. Secondo i dati emersi dai confronti con Gtt, 5t (società in-house del Comune) e Csi (Consorzio per il Sistema Informativo) che hanno collaborato al piano, in un giorno infrasettimanale, durante la fascia oraria 7:30-19:30, nella zona centrale a traffico limitato transitano 75.000 veicoli. Di questi, esclusi i residenti e chi ha il permesso, ne restano 42.500, tra cui 11.000 che sostano sulle strisce blu o parcheggi sotterranei. Con l’approvazione del piano, spiega la sindaca Appendino sul suo blog, “chi già oggi entra e paga il parcheggio pagherà grosso modo la stessa cifra. Anzi, per come abbiamo ipotizzato la tariffazione, ci saranno benefici in termini di costo rispetto al costo attuale della sosta. Il nostro obiettivo è decongestionare il traffico della zona centrale, migliorandone la vivibilità, senza creare disagio alle persone che utilizzano il centro per le loro attività”.

A che punto è il progetto?

Il progetto, frutto di uno studio del Comune, è stato presentato giovedì 14 dicembre dagli assessori alla Viabilità e al Commercio, Maria Lapietra e Alberto Sacco, alle associazioni dei commercianti. Il nuovo modello, basato anche sulle esperienze di altre città, ha già ricevuto il via libera del ministero dei Trasporti.

 

Che ruolo avranno i cittadini?

Il nuovo modello sarà discusso con i cittadini attraverso dei tavoli di lavoro. Ci si confronterà su cinque piani: commercio, residenti, logistica trasporto merci, servizi di mobilità, politica. Ai tavoli parteciperà una società di consulenza specializzata. Proprio durante il primo tavolo, gli assessori Lapietra e Sacco hanno presentato il piano ai commercianti. Il prossimo sarà con i residenti: parteciperà l’assessore all’Istruzone Patti, per discutere anche le esigenze scolastiche.

Quali sono state le reazioni?

Si sono registrati malumori tra i cittadini e le associazioni dei commercianti. “Se il comune voleva ridurre il traffico e l’inquinamento, il piano della nuova Ztl annunciato ieri è perfetto: non perché funzioni, ma perché, se mai entrasse in vigore, non ci sarebbe più alcun motivo per entrare in centro, data la strage di negozi, pubblici esercizi e attività ricreative che provocherebbe”, commenta il presidente della Confesercenti, Giancarlo Banchieri. La reazione positiva, invece, è arrivata dall’associazione Bike Pride Fiab Torino. “L’idea di disincentivare i passaggi nel centro della città è sicuramente buona – spiega il presidente Fabio Zanchetta -. In generale ridurre le auto è sempre un bene per l’ambiente, per la sicurezza e per la salute delle persone e per usufruire degli spazi anche a scopo commerciale: rende la città più vivibile”.

CRISTINA PALAZZO