“Istituzioni e sindacati possono mettere dei paletti, ma un consumatore non consapevole legittima il caporale a comportarsi in questo modo”. È la testimonianza di Enrico Francia, rider e rappresentate NIdiL Cgil Torino. La sua storia e quella di altre lavoratrici e lavoratori del settore saranno raccontate dalla mostra “Riders.. sfrecciano via veloci”, visitabile da sabato 11 aprile a Casa Giglio. Una vita di schiavitù regolarizzata che prende vita grazie al lavoro fotografico di Mauro Raffini: “Il progetto nasce in pieno lockdown quando all’improvviso ho visto una Torino deserta, ma impazzita e riabitata da ragazze e ragazzi che trasportavano questi enormi contenitori colorati. Schegge che giravano nella città”. Il lavoro di Raffini parte dal bisogno di “solidarietà umana” per lavoratori “invisibili che fanno un lavoro insostituibile”.
Le foto, scattate tra Torino e Nizza, hanno una trama in comune per il fotografo che in sei anni di lavoro ha posato l’obiettivo sui riders: “È prima di tutto una storia di emigrazione, spesso si parla di vite molto dure. Senza conoscere l’italiano basta avere un account per essere ingaggiati da un padrone che non conoscerai mai”. Per sette ore di lavoro – anche in un giorno festivo come Pasquetta – si incassano 13 euro.
Francia fa questo lavoro dal 2019: “Con Glovo e Deliveroo non abbiamo malattie o ferie garantite. Lavorare per un miglioramento di contratto è complesso perché la varietà dei casi dei rider è veramente ampia – sottolinea Francia -. Siamo lavoratori con bisogni diversi l’uno dall’altro e riuscire a capire qual è l’inquadramento giusto è complicato: chiediamo che vengono riconosciuti dei parametri quantomeno di base”.
Il progetto “Riders..sfrecciano via veloci” è in mostra in anteprima ai giardini Sambuy, con alcune repliche delle foto. “Eventi come questo contribuiscono nel far capire alla collettività che dietro un click c’è una persona”, racconta Luigi Romeo di NIdiL Cgil Torino. Mentre continuano a mancare garanzie salariali, a Torino è nata la Cassa di mutua solidarietà e resistenza rider, dedicata alla memoria del sindacalista Mimmo Rinaldi. “Tre anni fa abbiamo voluto dare risposte concrete a questi lavoratori – spiega Romeo -. Il mezzo (bicicletta o motorino) viene pagato interamente dai riders. Se si rompe non possono più lavorare: con l’associazione garantiamo la riparazione”.
