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“Prendere corpo” alla Lavanderia a Vapore: un podcast contro gli stereotipi

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Una camminata virtuale di tre mesi come occasione per perdersi insieme: “Così abbiamo attivato i sensi e nell’incertezza di ogni passo ritrovato le nostre risorse”. È con una metafora che l’antropologa Giulia Grechi descrive l’esperienza di Prendere corpo, residenza d’artista a scuola: un laboratorio didattico tenuto insieme a Salvo Lombardo, coreografo e regista, e a Viviana Gravano, curatrice di arte contemporanea, per le studentesse e gli studenti dell’I.I.S. Amaldi Sraffa di Orbassano, sviluppato per il progetto di sperimentazione Media Dance della Lavanderia a Vapore. E proprio qui, nei locali che un tempo appartenevano all’ospedale psichiatrico di Collegno, venerdì 21 maggio – in occasione della Giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo – sono stati presentati in anteprima (e in streaming su Radio Banda Larga) i risultati di un lavoro collettivo su temi attuali e urgenti: un lungo podcast di 8 puntate, interamente creato dalle ragazze e dai ragazzi, che prendono in considerazione il corpo e i suoi movimenti nello spazio pubblico.

“Per me la classe è un ambiente di ricerca orizzontale, tra pratica e teoria, con gli studenti come interlocutori attivi, da ascoltare”, spiega Lombardo. Il laboratorio si è svolto in tre moduli operativi, condotti fra marzo e maggio, con la modalità della Didattica a Distanza (Dad). Lombardo, Grechi e Gravano negli spazi della Lavanderia a Vapore, ragazze e ragazzi collegati dalle loro camerette. “Nonostante questo i corpi sono stati al centro della riflessione in ogni momento, pure nella loro lontananza e frammentarietà. Li abbiamo intesi come articolazioni intime, soggettive, ma dotati di un’implicita capacità performativa, che si è espressa attraverso i suoni vocali”, continua. Parole, frasi, discorsi e opinioni di adolescenti cui gli adulti spesso non prestano l’orecchio giusto: “Bisogna invece recuperare quel desiderio di reciprocità, quella capacità di stare in dialogo e porsi domande, in una triangolazione tra artisti, istituzioni e scuola”.

Ne è emerso un prodotto d’ascolto molto interessante, che mette al centro la necessità di superare qualsiasi forma di stereotipo e stigmatizzazione culturale nel trattare temi discussi a livello universale: la battaglia per i diritti delle persone LGBTQ+, la lotta contro la violenza sulle donne e i femminicidi, la decostruzione dei paradigmi della mascolinità tossica, sono battaglie interculturali da cui non si può restare al riparo e nei confronti delle quali è fondamentale definire la propria posizione. Per farlo, i giovani podcaster hanno scelto stratagemmi diversi: c’è chi ricorre all’intervista immaginaria, come Erika Giovenale e Beatrice Netti, che in Non siamo oggetti inscenano una conversazione con Gessica Notaro, divenuta attivista contro la violenza sulle donne dopo aver subito un aggressione con l’acido da parte dell’ex fidanzato; ci sono le interviste reali, come quella all’ingegnere statunitense Mark Bryan, un uomo eterosessuale, sposato con figli, che da anni indossa vestiti femminili per combattere gli stereotipi di genere. Su questo tema non manca l’ironia, con Nonnistyles, la puntata in cui Giulia Arduino, Elena Dotta e Ginevra Testa chiedono ai loro nonni di esprimere un’opinione in merito agli outfit provocatori di Achille Lauro, confrontato con il Renato Zero di qualche anno fa. L’episodio dedicato all’omofobia pone le voci delle studentesse e degli studenti in dialogo con il regista Luca Guadagnino e l’attore Pietro Turano, protagonista della serie Netflix Skam, mentre la puntata sulla transfobia intercetta le esperienze di due persone che hanno intrapreso la transizione di genere e ne scardinano gli stereotipi. Contro il body shaming, in Prototipi?, è Billie Eilish a parlare, con brani tratti dal suo corto Not my responsability (2021), e a seguire versione italiana della canzone degli Idles Samaritans (2018), tradotta e cantata dallo studente Riccardo Rossetto.

Dal proiettore montato al centro del parterre della Lavanderia a Vapore hanno risuonato i ringraziamenti dei protagonisti di Prendere corpo, collegati a distanza eppure così vicini nel restituire le sensazioni di un’esperienza inaspettatamente fisica, al di là di ogni impedimento: ai ragazzi la licenza poetica del podcast, la possibilità di dire fuori dagli schemi. A noi la responsabilità di far circolare le loro parole e di imparare, ancora una volta, ad ascoltare.