Premio Goliarda Sapienza, al Salone del Libro vince Edmond

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Avrebbero voluto un’altra vita e lo hanno scritto. I loro “racconti dal carcere” hanno partecipato al Premio Goliarda Sapienza e le quindici storie selezionate dalla giuria sono state raccolte e pubblicate in un libro.

Gli autori sono detenuti negli istituti di Rebibbia, Rebibbia femminile Saluzzo e Santa Maria Capua Vetere e oggi erano al Salone del Libro di Torino per assistere alla premiazione. Per la prima volta la cerimonia si è svolta fuori dal carcere, alla presenza dei finalisti e di tanti interessati che hanno riempito la Sala Rossa del padiglione del Lingotto.

L’evento è stato il momento finale di un percorso iniziato a ottobre con i laboratori di scrittura creativa che hanno preceduto il concorso. Le aule dei penitenziari sono state attrezzate per permettere ai detenuti di scrivere e imparare da mestri d’eccezione, grandi autori che in collegamento video hanno fatto da “tutor letterari” per i detenuti. Tra loro Gianrico Carofiglio, Serena Dandini, Federico Moccia, Nicola Lagioia e Andrea Purgatori. A tutti i partecipanti al laboratorio è stato donato un pc da usare anche dopo i tre mesi e mezzo di corsi.

Arrivato alla settima edizione, il Premio Letterario Goliarda Sapienza 2018 ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, a conferma di quanto ha detto al Salone il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Santi Consolo: “Il carcere è una struttura a servizio della società a cui la società deve dare in cambio collaborazione e aiuto. Il concorso è stato una possibilità di espressione per chi ha un vissuto duro e proprio per questo ha capito il senso della nostra esistenza”.

Alla premiazione erano presenti anche Dacia Maraini, madrina del concorso; Elio Pecora, presidente della giuria; Erri De Luca, “tutor letterario” dalla prima edizione, e Pino Corrias.

La giornalista Antonella Bolelli Ferrara, ideatrice e curatrice dell’iniziativa, ha condotto la cerimonia e premiato il vincitore: Eugenio Deidda. Edmond, questo il suo nome d’arte ispirato a “Il conte di Montecristo”, ha partecipato al concorso con due racconti: “Sette pazzi”, per il quale ha vinto, e “Non chiamatemi Guendalina”.

Il primo dei tre premi speciali previsti dal concorso è andato a Gesuele Ventrice, autore del racconto “Si prontu?”, che ha ispirato il titolo della raccolta “Avrei voluto un’altra vita. Racconti dal carcere”. “Ti ho ucciso” di Patrizia Durantini è stato il racconto femminile più votato. Salvatore Torre ha invece vinto il premio speciale Vatican News per i due racconti “Cose che capitano a Palermo” e “Allegoria di un’espiazione. Senza Attenuanti”.

 

GIORGIA GARIBOLDI