“Il Polo continuerà a essere un laboratorio civico, europeo e contemporaneo, in cui la storia dialoga con le domande del presente e diventa strumento per immaginare il futuro della democrazia”. Così il direttore del Polo del ‘900, Alessandro Rubino, apre l’inaugurazione del nuovo ciclo di attività che vede protagonista il polo culturale torinese. Con una prospettiva triennale, i prossimi progetti avranno a disposizione il tempo necessario per sviluppare riflessioni di ampio respiro, di consolidare le partnership già esistenti e attivarne di nuove e di aprire dialoghi progressivi con l’esterno. Molte le figure istituzionali presenti all’evento, dai rappresentati della Città di Torino e della Giunta comunale ai partner economici come la Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt.
“Entriamo nel nostro secondo decennio – prosegue Rubino – con la consapevolezza di aver costruito le basi di un’istituzione solida e riconoscibile, e con la responsabilità di farla maturare nel lungo periodo”. Nato ormai 10 anni fa, il Polo avrà questa possibilità anche grazie al rinnovo con le sedi di Palazzo San Daniele e Palazzo San Celso per i prossimi 30 anni.
Il tema chiave del prossimo triennio sarà il potere. L’obiettivo è interrogare la relazione tra i valori antifascisti e le forme di potere che attraversano la storia e il presente per comprendere come la memoria agisce, si trasforma e produce effetti nella società attuale. In particolare questa riflessione si inserisce in un contesto segnato dalla ridefinizione dei rapporti non solo tra istituzioni e cittadinanza ma anche tra comunità, media e tecnologia.
Accanto ai progetti già consolidati negli anni precedenti, come Kairos, Controcampi e la winter school per scuole e cittadinanza, in programma anche un nuovo ciclo di ricerca e iniziative che attraverserà tre soglie storiche fondamentali del novecento: l’ottantesimo anniversario del triennio 1946–1948 e la nascita della Repubblica e della Costituzione; il cinquantennale del triennio 1976–1978 e il processo alle Brigate Rosse a Torino e il rapporto tra media, informazione, potere e cittadinanza. Nell’ultimo caso, particolare attenzione sarà data a come i processi di produzione e circolazione delle notizie incidano sulla formazione dell’opinione pubblica, sulla percezione della realtà e sulla qualità della vita democratica.
In più, questa nuova fase strategica si accompagna a una riflessione sui linguaggi, sulle tecnologie e sugli strumenti attraverso i quali il patrimonio archivistico e documentale può essere reso accessibile, comprensibile e attuale. Nel triennio 2026–2028 il Polo lavorerà per potenziare sistemi di elaborazione documentale basati sull’intelligenza artificiale, favorire l’interoperabilità degli archivi, ridefinire i processi professionali di archivisti e archiviste e sviluppare nuove forme narrative e immersive. In questa cornice si inserisce Noire, un’installazione multisensoriale che affronta i temi del razzismo, della rappresentazione e del rapporto tra donne e potere, in arrivo al Polo del ‘900 nel mese di febbraio.
Infine lo sguardo dei progetti sarà sempre più orientato a un confronto europeo, sia nella comparazione delle diverse memorie sia nella ricerca di una contemporaneità condivisa. Nasce con questo scopo un’area di progettazione europea con il compito di avviare la ricerca, la creazione e il consolidamento di una rete di partner internazionali con cui costruire conoscenza reciproca, confronti e pratiche comuni di progettazione.