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Piano regolatore: dopo 30 anni, il ridisegno di Torino

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Il nuovo Piano regolatore di Torino sta per essere discusso nelle Commissioni consiliari dopo aver completato la fase di dialogo con la comunità locale. “Sono trent’anni – dal 1995 – che la Regione Piemonte non approva un nuovo Piano”, ha dichiarato il leader dei Moderati, Giacomo Portas.

Dopo i colloqui con le circoscrizioni, i cittadini e gli stakeholder, durati un anno, ora si procederà dunque con l’analisi iniziale del progetto prevista per maggio, secondo quanto dichiarato dall’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni.

Le linee di sviluppo urbano del futuro si basano su tre direttrici: incentrandosi su innovazione, welfare e sostenibilità ambientale. Tra gli obiettivi principali ci sono la rivitalizzazione dei quartieri, la creazione di nuovi centri urbani, l’espansione del verde pubblico e una pianificazione inclusiva che tenga conto dell’aumento degli studenti universitari e della necessità di rilanciare gli investimenti privati. Inoltre, il piano prevede di trasformare le aree abbandonate e di promuovere la transizione energetica ed ecologica.

“Oggi una città cambia in sei mesi – dice Mazzoleni – quindi serve un piano regolatore non rigido ma flessibile e adattivo, che non vuol dire rinunciare a governare anzi vuol dire avere molto chiari gli obiettivi per potersi adattare e reagire ai cambiamenti”. Al centro, anche l’impegno per ripensare alla mobilità: “Nel Piano vigente non è tracciata la linea metropolitana, ecco perché dobbiamo cambiare radicalmente approccio”, ha dichiarato il sindaco Stefano Lo Russo. “Torino deve iniziare a pensare al bello e al grande – conclude Portas – puntiamo sul bello, sulla qualità, sulla sostenibilità”.

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