L’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi ha confermato: la casa e l’ospedale di comunità di via Silvio Pellico 19 a Torino aprirà entro aprile 2026. Riboldi ha risposto a un’interrogazione presentata da Alice Ravinale, consigliere di Alleanza Verdi Sinistra. “Non dovrebbe però servire un’interrogazione in Consiglio per avere queste risposte – sottolinea Ravinale -. Occorrerebbe trasparenza su tutti i presidi della sanità territoriale, non solo quando fa comodo alla maggioranza”.
I servizi attesi
La fine dei lavori è prevista per marzo, mentre le opposizioni in Consiglio regionale aspettavano risposte da novembre 2025. “Considerata la centralità dell’Ospedale Valdese di via Silvio Pellico a Torino come un punto di riferimento storico per le cittadine e i cittadini di quella parte della città è arrivata finalmente una comunicazione chiara”, aggiunge Ravinale. Dalla Regione sono arrivate anche specifiche sui servizi che saranno garantiti nella struttura. L’ospedale di comunità di San Salvario aspetta un Punto prelievi, il Pua, il Cup interno, il Consultorio pediatrico, il Centro Ecografico aziendale, il Consultorio familiare, il servizio di Logopedia e lo screening per il tumore della cervice. Ma anche il ricovero di pazienti fragili, di pazienti clinicamente dimissibili che necessitano di supporto riabilitativo-rieducativo.
Ravinale: “Mancano personale e programmazione”
“Le case di comunità non devono essere meri poliambulatori ma vere rivoluzioni della medicina di prossimità”. La dichiarazione di Ravinale sottolinea il nodo dell’emendamento al piano socio-sanitario della Regione: ancora nessuna risposta. La Giunta Cirio “non ha dato corso nemmeno a un ordine del giorno presentato ancora prima dell’emendamento”, sottolinea Ravinale. Il punto è, ancora, la gestione dei fondi del Pnrr: “Per migliorare i servizi non bastano le infrastrutture territoriali che ora avremo grazie al Pnrr, serve una programmazione dei servizi, del personale necessario e dei protocolli di funzionamento”.