Orbyta Tech e Basket Torino immaginano lo sport di domani

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“Fermate il mondo, voglio scendere”, recitava un film degli Anni ‘70. E davanti agli sviluppi più recenti della tecnologia, in primis l’IA generativa, sentirsi disorientati è la regola. Non potrebbe essere altrimenti: in un modo o nell’altro, è impossibile essere del tutto preparati all’arrivo di tecnologie tanto rivoluzionarie. Ancora non siamo in grado di prevedere il futuro, vero, ma nulla ci impedisce di immaginarlo.

Il Futures design thinking è una vera e propria metodologia pensata per costruire scenari possibili che aiutino a navigare il cambiamento. E con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale, le possibilità si moltiplicano. Nel nostro Paese è ancora poco diffusa, ma Orbyta Tech, azienda torinese attiva nel campo della trasformazione digitale, insieme a Basket Torino, di cui Orbyta è il nuovo sponsor, l’ha utilizzata per redigere il report “Lo sport nel 2036”. Non si tratta, appunto, di prevedere come sarà lo sport del futuro, ma piuttosto di stimolare la riflessione su come potrebbe cambiare, quali aspetti potrebbero trarne beneficio e in che direzione potrebbe essere più saggio muoversi.

“Il Future design thinking allena a immaginare scenari futuri e ci permette di decidere oggi se quella è la direzione in cui vogliamo andare”, ha spiegato Mirko Salvia, capo della sezione ricerca e sviluppo di Orbyta Tech. Che, proprio per rimarcare come il report sia uno strumento di riflessione più che una previsione, ha ricordato che “al momento, con gli sviluppi a cui stiamo assistendo, è impossibile fare previsioni accurate anche solo per i prossimi sei mesi, figurarsi per i prossimi dieci anni”.

Tre gli scenari fittizi di evoluzione esplorati, attraverso la produzione di un magazine e di alcuni spot pubblicitari realizzati con l’IA. Primo, degli accessori (fasce o collane) dotati di sensori neurali in grado di aiutare ad apprendere qualsiasi sport molto velocemente. Secondo, un sistema di punteggio per competizioni, in questo caso automobilistiche, che valuti non solo le prestazioni dei concorrenti ma anche l’effetto che queste hanno sul pubblico, stilando una specie di doppia classifica: da una parte viene valutata la capacità di arrivare primi, dall’altra quella di stupire ed emozionare gli spettatori. Terzo, una tipologia di welfare aziendale pensato per incentivare il benessere dei dipendenti, garantendo loro crediti convertibili in viaggi ed esperienze, sulla base della quantità di allenamenti che fanno.

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