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Operazione Scintilla. Anarchici arrestati. Danni per oltre 1 milione di euro

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Una vasta operazione della Digos di Torino ha avuto come obiettivo numerosi esponenti del mondo anarchico cittadino. Per quattordici di loro sono stati disposti gli arresti, tre dei quali sono in carcere.

Ma l’operazione “Scintilla” non si è fermata entro i confini della città: per altri undici, appartenenti a varie correnti antagoniste di Sassari, Savona, Livorno, Ravenna, Torino, Svizzera, Slovacchia e Serbia, è stata emessa la misura di divieto di dimora nel capoluogo piemontese.

L’accusa è di lesioni aggravate, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e imbrattamento in alcuni quartieri torinesi il 9 febbraio scorso, dopo lo sgombero dell’asilo di via Alessandria, ordinato dalle autorità due giorni prima delle proteste.

Parteciparono mille manifestanti. Furono lanciati sassi, bottiglie, razzi, artifici esplodenti, provocando danni per oltre 100 mila euro. Seguirono altre rivolte e anche minacce per la sindaca Chiara Appendino messa sotto scorta.

Danni da oltre 1 milione di euro

L’operazione “Scintilla” si conclude con il coinvolgimento di procura e questure di Milano, Ravenna, Sassari, Trento e Cuneo. Nel corso dell’intera operazione sono state denunciate 37 persone, fra cui alcuni cittadini svizzeri, serbi, slovacchi e francesi.

I centri sociali coinvolti sono i piemontesi ex Asilo, El Paso e Alpi Libere, Telos di Saronno, Casa Brancaleone di Milano, Capolinea di Ravenna, Nuovo Tavan di Trento, La Nave dei folli di Rovereto, Kavarna di Cremona e Tribolo di Bologna.

In due anni sono stati provocati oltre 1 milione di euro di danni, compresi quelli al Centro di permanenza e rimpatrio di Torino (Cpr) dove si sono verificati diversi incendi.

Il manuale dell’anarchico violento

Durante le perquisizioni di stanotte è stato rinvenuto un manuale di comportamento per gli anarchici che partecipano ai vari cortei di protesta. Un vero vademecum datato marzo 2019 e intitolato “Corteo. Prima, dopo, durante”, già ritrovato tempo fa nell’asilo del quartiere Aurora.

Il manuale contiene suggerimenti e accorgimenti. L’anarchico perfetto e violento deve procedere compatto in gruppo, non fare fotografie, portarsi un cambio d’abiti in caso di attacco, utilizzare maschere antigas e occhiali da piscina per contrastare gli effetti dei lacrimogeni, scorte di farmaci per il bruciore provocato dai candelotti lanciati durante le lotte, deve improvvisare barricate rovesciando cassonetti della spazzatura. Si raccomanda rigore e silenzio davanti agli interrogatori della polizia. Esiste uno spirito di appartenenza al corpo.

Tanta violenza

Carlo Ambra, dirigente della Digos di Torino ha sottolineato che “il ritrovamento di questo documento è molto importante” poiché datato recentemente (marzo 2019) quando a Torino, in via Aosta, si svolse un corteo internazionale durante il quale le forze dell’ordine riuscirono a reprimere la parte dura, il blocco nero, sequestrando un arsenale di oggetti.

“Quel manuale – ha fatto notare Ambra – è importante perché suggerisce consigli operativi di tipo violento da utilizzare per i militanti che intendono partecipare nella parte violenta dei cortei al fine di evitare di essere individuati e riconosciuti dalle forze di polizia”.

NICOLA TEOFILO