Non è immobile. Le dinamiche e le nuove prospettive del real estate

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“Io sono il vostro editore e voi i miei giornalisti. Solo che siete voi a pagare me”.

Non è l’ultima trovata di un giornale in crisi, ma sono le parole di Carlo Giordano, fondatore e amministratore delegato di Immobiliare.it, ospite oggi 28 marzo all’Unione industriale di Torino. Davanti un centinaio di agenti immobiliari, racconta lo stato di salute del mercato immobiliare italiano e di quello, particolare e contraddittorio, di Torino.

Giordano ha ragione: sono gli agenti a pagare la piattaforma che ha fondato a metà degli anni 2000 e che ad oggi fattura oltre 50 milioni di euro. Ogni giorno, solo a Torino, Immobiliare.it – l’applicazione che inserisce tutti gli annunci e permette di filtrarli secondo decine di criteri diversi – è visitata da 20mila persone. Più del 2% della popolazione cittadina.

“Il mercato non è morto. Sta cambiando”.

Perché, come sottolinea Giordano, il mercato immobiliare è lo specchio più nitido della fiducia delle persone.

“Osservando i dati Istat sulla fiducia – dice –  e confrontandole come le compravendite immobiliari, notiamo come gli andamenti siano speculari. In un periodo di contrazione, in cui le aziende usufruiscono della cassa integrazione, le persone non si impegnano in un acquisto a lungo termine come quello della casa”.

Ma si evolve anche il modo di intender la vita. “I millennials non sono interessati a costruire. Vivono un periodo storico in cui possono permettersi una vita più elevata del loro stipendio”.

La sharing economy. “Perché andare a 30 minuti di treno – continua Giordano – quando posso restare a Isola, il quartiere più cool di Milano, se condivido un appartamento con un paio di colleghi?”

Nonostante ciò, o proprio grazie a ciò, il mercato è vivo. Anche nelle costruzioni.

Basta conoscere, e avere professionalità.

Perché il mercato immobiliare, sotto sotto, è un po’ come il giornalismo: una questione sociale.

 

MARCO ZAVANESE