Nodes, il progetto da 112 milioni su industria e ricerca punta al futuro

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“Creare un ecosistema di filiere di ricerca e industria”. È la sfida dell’iniziativa Nodes – Nord Ovest Digitale e Sostenibile – di cui a Torino Chiara L. G. Ferroni ha presentato un bilancio. Al centro del progetto lanciato nel 2023 c’è infatti la collaborazione tra gli atenei del Nord Ovest: Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino, Università del Piemonte Orientale, Università degli Studi dell’Insubria, Università degli Studi di Pavia e Università della Valle D’Aosta. “Per far lavorare insieme gli atenei di uno stesso territorio prima di tutto bisogna togliere la diffidenza. Queste occasioni amplificano le opportunità”, spiega Stefano Corgnati, presidente hub Nodes e rettore del Politecnico di Torino.

Il programma ha completato 15 progetti bandiera con più di 800 pubblicazioni, realizzate anche grazie ai finanziamenti del Pnrr. Con oltre 112 milioni di euro di investimento, 33 partner tra università, centri di ricerca e istituzioni hanno aperto canali di collaborazione con oltre 300 imprese, attivando più di 500 progetti di ricerca e innovazione. “Ho visto nascere il progetto – racconta la rettrice dell’Università di Torino Cristina Prandi -. Il punto di partenza è stata l’interdisciplinarietà. Al di là dei numeri, lavorare dentro questo ecosistema ha significato anticipare cosa oggi siamo chiamati a mettere in campo per gli atenei”.

Sette settori coinvolti

Il progetto ha coinvolto l’aerospazio e mobilità sostenibile, le tecnologie verdi e industrie sostenibili, l’agroindustria secondaria, montagna digitale sostenibile, industria del turismo e della cultura, agroindustria primaria Industria della salute e silver economy. Fondamentale il dialogo con le aziende, “anche piccole e medie che spesso hanno difficoltà a entrare in bandi competitivi” sottolinea Corgnati.

Il trasferimento tecnologico ha portato all’attivazione di 101 nuove collaborazioni tra imprese e atenei. Resta il nodo del “disallineamento tra tempi progettuali e tempi industriali, le differenze di maturità tra filiere e territori e le asimmetrie di competenze tra ricerca e impresa” si legge nel bilancio conclusivo.

“L’eredità è il valore che dobbiamo mettere a sistema: deve nascere una riflessione su come proseguire questa esperienza insieme – sottolinea Corgnati -. Quando lavoriamo insieme riusciamo a essere un elemento importante di caratterizzazione del territorio”.

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