Lo scorso novembre, l’ambasciata italiana a Teheran ha negato il visto di reingresso a uno studente iraniano iscritto al quarto anno di medicina a Torino. Il ventottenne era rientrato nel suo paese di origine nell’estate 2024 e vi era rimasto per un anno e mezzo per motivi di salute. Nel ricorso presentato al Tar del Lazio gli avvocati dello studente hanno sostenuto che il diniego è basato su un documento “inesistente” e che il ricorrente, essendo persona omosessuale, corre gravi rischi per la sua incolumità a causa delle leggi vigenti in Iran.