“Un luogo di riflessione continua”, perché non si può relegare il tema della violenza contro le donne solo al 25 novembre. A Torino, in piazzale Rostagno, nel quartiere Areonautica, sorgerà l’installazione permamente “Wall of Dolls – Muro delle Bambole”. L’inaugurazione è prevista per sabato 24 gennaio alle 14:45.
“Credo che il tema dei diritti e della violenza contro le donne vada sviluppato tutto l’anno. Il Muro deve diventare un luogo dove creare poi altre iniziative. Sorge di fianco al murales dedicato a Mauro Rostagno, quindi spero possa diventare un luogo dei diritti e che se ne creino altri nella città”, spiega Maria Antonietta Floscio, presidentessa dell’Associazione Socratè. L’iniziativa, presentata nel corso della riunione congiunta delle Commissioni Cultura e Diritti e Pari opportunità, porta nel capoluogo piemontese un format artistico e sociale nato a Milano nel 2014 da un’idea di Jo Squillo e diventato simbolo nazionale della lotta alla violenza di genere.
Nascerà in un quartiere di Torino non vicino al centro o alle zone più frequentate. Una scelta consapevole per Floscio: “Credo molto nel concetto di cultura di prossimità e così molte persone provenienti da altre zone della città potranno venire in periferia per vedere l’installazione”. Creazione di centri di aggregazione e contrasto alla solitudine nel quartiere Areonautica: sono questi gli obiettivi con cui quattro anni fa veniva fondata l’Associazione Socratè, promotrice di varie attività culturali, di formazione e di consapevolezza. Tra queste anche il Muro delle Bambole. L’installazione consiste in una griglia metallica sulla quale saranno appese bambole di ogni tipo, di pezza, di plastica, antiche o moderne. Si aggiungerà all’altro Muro presente a Torino – in via Dego 6, Crocetta, alla Casa della Poesia -, oltre a quelli a Milano, Genova, Venezia e Roma.
L’iniziativa nasce da un’antica tradizione indiana, per cui una bambola veniva affissa alla porta di casa ogni volta che una donna della famiglia era vittima di violenza. Ogni installazione ha un banner in cui scorrono i volti e i nomi delle donne vittime di femminicidio durante l’anno corrente. Il Muro è un’opera che si costruirà con il contributo collettivo, come spiega Floscio: “Solo insieme si può cambiare una situazione. Ora abbiamo bisogno di bambole, più ce ne sono meglio è!”.