“Ogni mezzo espressivo ha i suoi limiti. La fotografia ha dimostrato che la natura offre un numero infinito di composizioni perfette – ordine ovunque”. Queste le parole di Edward Weston (1886-1958), fotografo statunitense, che da oggi sarà al centro della mostra “La materia delle forme”, negli spazi di Camera – Centro italiano per la fotografia. Dopo Madrid e Barcellona l’esposizione arriva per la prima volta in Italia, a Torino. Organizzata in collaborazione con la Fundación Mapfre e curata da Sérgio Mah, la mostra ospita 171 immagini, molte delle quali vintage.
Il percorso espositivo si configura come un’ampia antologia che ripercorre tutte le fasi della produzione fotografica dell’artista e presenta una selezione delle prime edizioni dei libri pubblicati dall’autore nel corso della sua vita. Weston interpreta e vive la fotografia come un linguaggio creativo autonomo. Inizialmente infatti la fotografia subiva i canoni estetici e compositivi della pittura e così anche i primi lavori dell’artista.
I soggiorni in Messico tra il 1923 e il 1926 rappresentano una svolta fondamentale: qui Weston amplia il proprio repertorio tematico e si allontana definitivamente dal pittorialismo, consolidando uno stile basato sul rigore tecnico, formale e compositivo. Matura la consapevolezza che l’essenza della fotografia risieda nella capacità di osservare e scegliere, trasformando soggetti comuni in immagini di forte intensità visiva. È così che un peperone può diventare un nudo di spalle, come nello scatto Peperone n.30. Un gioco di percezione e di continui rimandi tra realismo e astrazione che permette di accedere a una visione più profonda di ciò che si osserva. Il realismo per Weston, infatti, non è altro che un modo per stimolare l’immaginazione e intensificare la percezione.
Nel 1941 viene incaricato di illustrare Leaves of Grass di Walt Whitman, un progetto che lo porta a viaggiare in tutto il territorio degli Stati Uniti e due anni più tardi gli viene consacrata una grande retrospettiva al Museum of Modern Art (MoMA) di New York con più di 200 fotografie. Nel 1948, malato di Parkinson, Weston realizza il suo ultimo scatto a Point Lobos, in California. Lì trova una natura primordiale e vitale, capace di sostenere uno sguardo rinnovato, insieme concreto e metafisico, sul mondo naturale. La sua eredità è una fotografia sorprendente, un’esperienza personale dove la bellezza è il modo in cui relazionarsi con il mondo.