“Mille colori contro il razzismo”, cinque murales per celebrare la diversità

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Cinque murales in cinque scuole diverse e una sola call to action: disinnescare ogni forma di discriminazione. In vista della Giornata mondiale contro il razzismo del 21 marzo, ha preso forma il progetto “Mille colori contro il razzismo” che, attraverso workshop, dibattiti e street art, ha coinvolto gli studenti e le studentesse di cinque realtà diverse: la scuola paritaria Salotto e Fiorito di Rivoli, il consorzio per la formazione, l’innovazione e la qualità di Frossasco, la casa di carità, arti e mestieri di Grugliasco, la scuola Engim di Nichelino e il centro Enaip di Torino.

Il percorso promosso dalla Città metropolitana di Torino è entrato nelle aule e nei cortili degli istituti grazie alle associazioni Giosef Torino e Lost Generation: la prima ha curato la fase iniziale, di talk e laboratori, e la seconda la creazione dei murales.

“I muri non sono solo uno spazio da riempire, ma possono essere veicolo di messaggi più grandi, chiari e quotidiani. Abbiamo scelto un linguaggio visivo molto semplice, fatto di colori netti, forme e linee pulite per raccontare l’incontro tra le differenze e per costruire uno spazio comune utile a tutti”, racconta Daniele Mantovani, referente del progetto per Lost Generation. Lo segue a ruota il collega Andrea Bruson, che ha seguito le attività a stretto contatto con ragazzi e ragazze: “In realtà i murales sono un pretesto. Stiamo parlando di scuole da 800 persone, che passeranno e al limite li guarderanno. La vera base di questo progetto sono i ragazzi che nelle sei ore sono stati lì, insieme: magari normalmente non parlano tra di loro, ma in questo progetto si sono uniti con un obiettivo comune”.

L’iniziativa è stata finanziata nell’ambito delle attività della 22esima Settimana di azione contro il razzismo, da parte dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar), e ha festeggiato la fine delle attività con il ritrovo di tutte le classi partecipanti. L’incontro nella sede della Città metropolitana è diventato presto il punto di partenza per un appello comune all’antirazzismo attivo: “Condannate ogni fenomeno di discriminazione, ogni aggressione, e non giratevi dall’altra parte, ma intervenite e assumetevi la responsabilità del cambiamento”, dice Rossana Schillaci, consigliera della Città metropolitana con deleghe Politiche sociali e di parità, rivolta agli studenti in sala.

Dello stesso avviso è Jacopo Rosatelli, assessore comunale alle Politiche sociali: “Negli anni Sessanta le persone del Sud che arrivavano a Torino trovavano ad accoglierli i cartelli ‘Non si affitta ai meridionali’. Questi pregiudizi negli anni sono passati alle persone straniere – continua l’assessore – . Dobbiamo intervenire quando vediamo qualunque episodio di discriminazione. Il razzismo è una brutta bestia, forse la peggiore di tutte e colpisce tutti, anche chi ha la pelle bianca come me, perché è un veleno che incattivisce la società e la rende peggiore”.

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