Maturità, la scelta di Bassani fa discutere gli studenti dell’Avogadro

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Fino alle 12.00, il buio in una giornata torrida. Dall’Istituto “Amedeo Avogadro” di Torino non è ancora uscito nessuno degli studenti impegnati nella prima prova dell’Esame di Stato. Stavano affrontando temi importanti, come le persecuzioni razziali ne Il giardino dei Finzi Contini di Giorgio Bassani, oppure i 70 anni della Costituzione italiana. Ma anche un focus su Alcide De Gasperi e Aldo Moro, a 40 anni dal rapimento e dall’uccisione dell’allora segretario della Democrazia Cristiana, e l’amore e la solitudine della poetessa Alda Merini per la prova di arte.

Poi, sono usciti i primi ragazzi. Telefonate ai genitori, alla fidanzatina o al fidanzatino. “Com’è andata?”, e partiva il racconto della giornata, della traccia scelta e di come sia stata sviluppata. Una sigaretta e respiri profondi. Tanta voglia di raccontare, perché alla fine si trattava di un peso tolto. Una cosa in meno a cui pensare, e al tempo stesso una cosa in più su cui recriminare. Non tutti i temi sono stati graditi, come afferma un maturando, Simone Conte: “La comprensione del testo era molto difficile, Bassani non l’abbiamo trattato nel programma. Penso che nessuno in questa scuola l’abbia scelta”. Gli ha fatto eco il compagno Lucio Penna: “In classe uno dei nostri professori ha chiesto a tutti gli studenti di cosa stavano scrivendo. Il risultato non mi sorprende: hanno scelto quasi tutti il saggio breve, in particolare la traccia socio-economica per i 200 anni dalla nascita di Karl Marx“. Anche Luca e Andrea, della VB, hanno confermato come il saggio breve sia stato anche quest’anno un porto sicuro a cui fare riferimento: “Entrambi abbiamo optato per Marx, che era più attinente con il nostro percorso di studi. Nella nostra classe, però, in diversi hanno scritto della Costituzione”.

Tommaso De Luca, preside dell’Istituto, ha difeso le scelte del Ministero dell’Istruzione: “Secondo me le tracce erano fattibili. Alcune bellissime, come ad esempio la solitudine, che anche per i ragazzi si prestava a discorsi non banali. Sono stati accontentati anche quelli del toto-anniversario, con Moro, la Costituzione e Marx. Ci si doveva mettere d’impegno per non trovare niente da sviluppare (ride, ndr)”. Sulla scelta di Bassani al posto dei grandi autori, De Luca è stato invece più critico: “Da qualche anno gira la letteratura contemporanea. La scuola italiana vive una sorta di discrasia tra la formazione di professori anzianotti, che tendono a dedicare troppo tempo ai grandi classici, e l’uscita dei temi nell’Esame di Stato. Forse bisognerebbe concentrarsi di più sugli autori più recenti. Comunque le scelte di quest’anno non mi hanno sorpreso, e vorrei chiudere con una considerazione: la comprensione del testo prescinde dalla conoscenza dell’autore. Certo, conoscere Bassani avrebbe aiutato a contestualizzare il tema, ma fino a un certo punto”.

 

VALERIO BARRETTA