“Oggi la Fondazione Ufficio Pio deve affrontare nuove povertà nel Paese e non solo, il disagio di tanti giovani, le condizioni dei migranti, le difficoltà nell’approccio al lavoro e nell’accesso al lavoro alle abitazioni. Sono tutti problemi che sta affrontando la Fondazione Ufficio Pio per sfuggire alla trappola della povertà”. È durato quattro minuti il discorso del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenuto alle Gallerie d’Italia per i 430 anni della Fondazione legata a Compagnia di San Paolo che si occupa di solidarietà fin dal XV secolo. Un “piccolo fuoriprogramma”, così l’ha definito il Capo dello Stato, arrivato in Piazza San Carlo verso le 11:45 e accolto dal sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, e dal presidente di Regione, Alberto Cirio. Nel suo intervento Mattarella ha rimarcato come l’Ufficio Pio abbia “accompagnato Torino nei profondi mutamenti avvenuti in oltre quattro secoli, seguendo sempre due principi: l’autonomia dal potere pubblico e l’attenzione verso i più fragili”.
“Voglio esprimere il mio apprezzamento e i miei auguri per l’attività futura della Fondazione”, ha poi concluso Mattarella, che ha lasciato le Gallerie d’Italia poco prima di mezzogiorno tra gli applausi della sala e della piazza. Nel 1595 nasceva l’Ufficio Pio, mentre 1563 nasceva la Compagnia di San Paolo: “Il nostro piano strategico, in coerenza con la nostra storia e tradizione, si propone di contrastare povertà e disuguaglianze, promuovendo al contempo la crescita del territorio. Ci rivolgiamo in modo particolare ai giovani: li incoraggiamo a essere protagonisti del loro futuro e cerchiamo di offrire delle opportunità in questo territorio e in questo Paese”, spiega Marco Gilli, presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo.
Orgoglio e impegno sono i due principi chiave per la presidente della Fondazione Ufficio Pio, Franca Maino: “Celebrare i 430 anni non significa guardare al passato, ma riconoscere una storia che continua a generare futuro. Oggi le fragilità si sono fatte più complesse: la nostra risposta si concretizza nell’accompagnamento e nell’attivazione, nella capacità di costruire insieme alle istituzioni, al terzo settore e alle università soluzioni che resistano nel tempo. Un intervento è davvero efficace quando riconosce disgnità, voce e potere di scelta”.
Uno spazio è stato anche dedicato a una nuova iniziativa: “Volta pagina”, racconto audiovisivo nato dalla voce di 215 partecipanti ai programmi della Fondazione. “Per celebrare i 430 anni, abbiamo scelto di dare voce alle persone e alle loro storie. Attraverso dieci si condensano le traiettorie più ricorrenti, trasformate in manifesti e in un percorso visivo e sonoro in città”, spiega William Revello, direttore della Fondazione Ufficio Pio.