La testata del Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” di Torino

Mappare il territorio per viverlo al meglio

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Costruire mappe può significare molte cose: definire degli spazi, raccontare delle realtà, aiutare gli altri a vivere al meglio i luoghi intorno a loro. Di tutto questo si occupa il “Torino Mapping Party”, l’evento organizzato da 5T e ITHACA con il patrocinio della Città di Torino , della Città metropolitana e della Regione Piemonte e con la collaborazione di Wikimedia Italia, Open Street Map Italia e dei dipartimenti Architettura e design, Scienze, e Progetto e Politiche del territorio del Politecnico di Torino. Si è svolta oggi pomeriggio la quarta edizione, per la prima volta interamente online, a tema “Collaborative mapping for a better living”.

Esperti, tutor e semplici volontari si sono riuniti sulla piattaforma Discord per conoscere al meglio e delineare i tratti nel territorio in cui si vive. “È un’iniziativa che risponde allo spirito di condivisione e comunitario” le parole di Francesca Marinetto, responsabile comunicazione di 5t, che ha anche spiegato l’obiettivo finale dell’incontro odierno, il trasferimento delle competenze da personale più formato a cittadini comuni. Il sito su cui si è lavorato è “Open Street Map“, nato nel 2004 da un’idea dell’ingegnere britannico Steve Coast. Si tratta del più visitato e famoso portale di informazione geografica volontaria, in cui le mappe vengono costruite tramite i contributi degli utenti, sul modello, ad esempio, di Wikipedia. “Open Street Map” ha recentemente festeggiato i 100 milioni di modifiche effettuate, e la sua peculiarità è che i dati geografici non sono soltanto disponibili a livello visivo, ma sono anche utilizzabili dal punto di vista tecnico.

La grande novità di quest’anno, è stata che la costruzione di mappe non ha riguardato solo Torino, ma tutto il Piemonte. Dopo una seduta plenaria iniziale, infatti, si sono costituite varie stanze, ciascuna di pertinenza di una delle province della regione, in cui i partecipanti si sono divise e hanno iniziato a collaborare sotto la supervisione dei tutor.

Nessun argomento particolare, come invece era accaduto nelle edizioni passate, ma un tentativo di migliorare l’esperienza quotidiana di tutti dal punto di vista della mobilità sociale. Significativo in un momento storico come questo, in cui, come abbiamo visto, diventa sempre più importante creare una comunità partendo da legami di prossimità, partendo dal territorio.