Anche durante una protesta popolare e nel caos di uno scontro tra manifestanti e polizia, lo Stato e le forze dell’ordine devono rispettare precise regole per tutelare se stesse e soprattutto i manifestanti. Rispetto a questi ultimi, alle forze dell’ordine è concesso l’uso legittimo della forza. A Perugia in occasione del Festival Internazionale del giornalismo 2026 Barbara Marcolini e Milena Marin, osservatrici legali di Amnesty International tengono un seminario in cui spiegano cosa è concesso e cosa no alle forze dell’ordine nel corso di una protesta.
“Quando le fonti giornalistiche sono represse o controllate dalle forze di governo – spiega Marcolini – il mezzo che rimane alle persone per essere informate e per gli osservatori internazionali sono i video pubblicati sui social network”.
L’uso della forza da parte della polizia
Le violazioni dei diritti umani da parte delle forze dell’ordine riguardano soprattutto l’uso della forza, che è loro concessa per contenere una protesta, per mantenere l’ordine pubblico e quando rischia di mettere in pericolo l’incolumità delle altre persone e degli stessi manifestanti. Ma in ogni caso il ricorso alla forza deve rispettare le leggi internazionali per i diritti umani, dev’essere proporzionale rispetto al tipo di minaccia rappresentata dai manifestanti, necessaria e deve tutelare la vita umana.
Le forze dell’ordine non possono invece ricorrere alla forza per far rispettare un ordine, a meno che non si tratti di lievi ferite. Tanto meno la forza può essere usata come forma di punizione e deve sempre rispettare il principio della tutela della vita umana, perciò in caso di incertezza è meglio astenersene.
Per contenere le proteste la polizia fa spesso uso di alcune armi non letali, come cannoni d’acqua, gas lacrimogeno e proiettili in gomma.
- I cannoni d’acqua possono essere utilizzati solo avvisando preventivamente la folla e con l’intento esclusivo di disperderla in caso di forme di violenza diffusa che non possono essere gestite agendo su pochi individui. In ogni caso, le operazioni vanno interrotte non appena vengono scongiurate le violenze. Non è legittimo l’uso dei cannoni con un getto d’acqua a pressione troppo alta, a breve distanza, contro persone che non possono spostarsi per evitare il getto, come mezzo punitivo, a temperatura eccessivamente fredda e mirando alla testa delle persone.
- Anche il gas lacrimogeno richiede un avviso preventivo prima di essere usato e dev’essere lanciato a mano o, se sparato, l’angolazione deve essere tale da non colpire i bersagli con un impatto diretto. Consentita, invece, la traiettoria a parabola. Proibito mirare direttamente ai bersagli, l’utilizzo in spazi ristretti o il lancio dall’alto da tetti o droni. In ogni caso, l’uso va interrotto quando viene ristabilito l’ordine.
- I proiettili di gomma devono essere usati strettamente in caso di violenti disordini che possono mettere a rischio l’incolumità delle persone. Nello specifico, vanno usati contro individui coinvolti in episodi di violenza, dopo un avvertimento preventivo e mirando all’addome o alle gambe. Questi proiettili non vanno sparati verso la folla senza un preciso bersaglio, con un fucile in modalità automatica, se composti di materiale metallico e come mezzo punitivo.
Per quanto riguarda l’uso di armi letali le regole sono ancora più ferree e stringenti. Il loro impiego, infatti, è giustificato solo per difendere la vita di un individuo dal pericolo esercitato da un altro e solo se è l’ultima risorsa, comunque dopo un avvertimento preventivo. E’ proibito l’uso di armi automatiche, per ottenere obbedienza a ordini, anche solo con spari di avvertimento.