Si è tenuta nella Sala delle conferenze di Unione Industriali di Torino la quarta tappa del road show del Mics (Made in Italy circolare e sostenibile). Il Mics è un partenariato esteso tra Università, Centri di Ricerca e Imprese finanziato dal MUR – Ministero dell’Università e della Ricerca grazie ai fondi messi a disposizione dall’Unione Europea nell’ambito del programma NextGenerationEU (PNRR). Il roadshow, che proseguirà fino a giugno 2025 toccando diverse città su tutto il territorio nazionale, ha lo scopo di “creare momenti di confronto e condivisione, per gettare le basi di un nuovo modello di Made in Italy fondato sull’innovazione, la sostenibilità, il digitale avanzato, l’analisi e l’elaborazione dei dati di produzione”.
Il Mics mette in relazione 25 partner tra settore pubblico e settore industriale. I partner si occupano di ricerca a produzione nei settori chiave dell’arredamento, dell’abbigliamento e dell’automazione. È il punto di incontro tra industria e ricerca, come rimarcato all’inizio dell’incontro. Attualmente il valore totale del progetto è di 126,8 milioni di euro.
Molto si è parlato dell’implementazione di Intelligenza Artificiale e Additive Manufacturing nei processi industriali, oltre che del rapporto tra “territorio, Europa, mondo”. La discussione è avvenuta nell’ottica di una transizione sostenibile utilizzando tecnologie d’avanguardia. I saluti istituzionali della vicesindaca di Torino Michela Favaro e del sottosegretario regionale alla presidenza Claudia Porchietto si sono concentrati sull’importanza dell’export del made in Italy. Il primo panel si è focalizzato sul legame tra industria e ricerca e sull’Intelligenza Artificiale.
“Non bisogna pensare di comprare un chilo di Intelligenza Artificiale” ha detto Marco Gay, presidente di Unione Industriali. Il rischio è quello di “AI washing”, ovvero il pensare a questa tecnologia come panacea di tutti i mali. Come emerso dal panel, al netto della paura di restare indietro e del sentirsi inadeguati a fronte di investimenti che “superano l’intera manovra finanziaria italiana!”, l’AI va implementata “attraverso piccoli progressi. Una volta diventata consuetudine, questi consentono di scalare”.
Il panel centrale verteva sull’additive manufacturing, un settore nel quale l’Italia sta compiendo passi enormi. Pochi Stati investono nell’additive manufacturing. Secondo Paolo Calefati, Ceo di Prima Additive Srl “L’Italia è stata pioniera in questa tecnologia, ed è l’unica che continua a investire nel suo sviluppo. Negli altri paesi ci si limita a utilizzarla per il prototipo, mentre noi facciamo ricerca nella componentistica di grandi dimensioni”.
Nel terzo panel Salvatore de Vita, consigliere economico di rappresentanza Ue in Italia, ha parlato di “regolamentazione necessaria” da parte dell’Europa che ribadisce, col secondo mandato Von der Leyen “l’impegno a una transizione ecologica che vada di pari passo con la sostenibilità economica”.
L’incontro si è chiuso con i saluti di Paolo Fino, Vicepresidente partenariato esteso del Mics. “L’Italia ha un grande vantaggio” ha dichiarato “La capacità di sviluppare pensiero laterale, che permette di sviluppare il made in Italy in maniera creativa”.