Rafforzare il ruolo dell’Università di Torino nel dibattito europeo sul futuro della ricerca, dell’innovazione e delle competenze. Nella settimana del 12 gennaio la rettrice Cristina Prandi, il vice rettore vicario agli Affari Esteri Francesco Costamagna e la vice rettrice alla Ricerca Luisella Celi sono stati in visita a Bruxelles nel corso di una missione istituzionale.
UniTo ha una sede a Bruxelles dal 2022, nel cuore del quartiere europeo. “L’obiettivo – spiega Francesco Costamagna – è assicurare una presenza costante nella capitale belga, che è cruciale non solo per il finanziamento della ricerca e lo sviluppo dell’attività didattica, ma anche per individuare le priorità e le strategia in materia di ricerca, innovazione e formazione in senso ampio”. La sede, infatti, svolge un ruolo strategico di collegamento con funzionari europei ed eurodeputati: una vera e propria finestra sulle politiche e sulle scelte strategiche che orientano le opportunità di ricevere fondi. Supporta l’accesso dell’Ateneo ai programmi Ue e promuove partenariati con università, centri di ricerca e stakeholder italiani e internazionali.

Durante la missione istituzionale sono stati organizzati incontri presso la Commissione europea, il Parlamento europeo e la Rappresentanza permanente d’Italia. La visita “aveva un tema prioritario – continua Costamagna -, in discussione presso le istituzioni europee: il cosiddetto quadro finanziario pluriennale”. Si tratta di un bilancio a lungo termine dell’Unione Europea, che coprirà gli anni dal 2028 al 2034. È un programma che disciplina e regola le risorse di cui dispone e disporrà l’Unione Europea. Riguarda tutti i fondi: quelli per la ricerca, i fondi strutturali come quello sociale e di sviluppo regionale, il pacchetto Erasmus e il fondo per la competitività. “L’obiettivo – conclude – era allinearci con i diversi attori coinvolti nella contrattazione. Sta entrando nel vivo: il 2026 sarà decisivo”.
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