Il fenomeno dell’islamofobia, secondo Khadija Thira, nata a Casablanca e cresciuta a Torino, è ancora radicato. Thira, da anni, si batte per la lotta contro l’islamofobia e sottolinea l’importanza della conoscenza cittadina del fenomeno. Spesso ha portato la propria testimonianza di vita nelle scuole, dove gli incontri “sono stati quasi sempre positivi. Nei miei interventi rispondo a tutte le domande classiche sull’Islam: molte sono sul velo, che è un elemento che spaventa molto”. Raccontare se stessa rappresenta per Thira un momento di confronto utile a diffondere conoscenza attraverso il dialogo, due elementi che considera centrali nella lotta all’islamofobia.
In occasione della giornata internazionale contro la lotta all’islamofobia del 15 marzo la Città metropolitana di Torino e alcuni centri culturali islamici hanno avviato un nuovo piano operativo per il 2025. Il piano mira a sensibilizzare sul tema delle discriminazioni religiose e promuovere l’accoglienza, il rispetto e il dialogo, attraverso la valorizzazione delle identità culturali.
Abdullahi Ahmed Abdullahi, presidente della commissione consiliare della Città di Torino per il contrasto dei fenomeni di intolleranza e razzismo, ha sottolineato l’importanza della raccolta dati per combattere attivamente il fenomeno delle discriminazioni. Grazie al contributo di Nodo metropolitano e di Ires, Istituto di ricerche economico sociali del Piemonte, i cittadini hanno accesso a moduli online in cui possono segnalare e descrivere le discriminazioni subite, ricevendo l’assistenza degli istituti.
Abdullahi si è detto orgoglioso del piano di collaborazione instaurato con i centri culturali islamici: non solo vengono rinnovati gli impegni concordati tramite il Patto di condivisione del 2023, ma Torino è grande protagonista, in quanto “è la prima città italiana a dare vita a questo tipo di piano”. I centri culturali che hanno sottoscritto l’impegno sono Afaq, associazione centro Dal Al-Iman, associazione culturale islamica San Salvario, associazione culturale Le Vallette, associazione islamica della Alpi aps, centro culturale islamico Mohammed VI e Ente islamico italiano e si impegnano ad ampliare la rete di soggetti coinvolti sul tema. La Città si occuperà invece di promuovere iniziative contro il razzismo e l’islamofobia.