“Le energie invisibili – Da Milano a Roma in cammino”, il docu-film sulla via Francigena al cinema Agnelli

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Uno zaino di neanche 10 chili sulle spalle che contiene tutto. Ai piedi, l’unico paio di scarpe, comodo e consumato. Davanti una strada lunga tanto quanto permette il fisico, il tempo e il viaggio. Poi attimi, scorci, ricordi e storie di persone, di posti e di pellegrini. In 26 giorni e 750 km sulla via Francigena, da Milano a Roma, il regista Luca Contieri e il suo amico Mimmo Lanzafame, di storie e di domande ne hanno incontrate tante. E hanno cercato di racchiuderle in “Le Energie invisibili – Da Milano a Roma in cammino”, documentario di circa un’ora che dopo un tour per l’Italia, sarà proiettato venerdì 9 febbraio alle 21, al Cinema Teatro “Agnelli” di Torino.

Luca Contieri e Mimmo Lanzafame

Il giovane regista, 33 anni di Salerno, da 8 vive a Milano per far diventare la sua passione per le pellicole un lavoro, tra agenzie di comunicazione e pubblicità. Finché, dopo aver intrapreso il cammino di Santiago nel 2015 ha un’ispirazione: perché non raccontare l’esperienza attraverso gli occhi dei pellegrini? Da lì a scegliere la Via Francigena, vista la bellezza e la tipicità dell’entroterra italiano, il passo è stato breve e low cost.

Partito con Mimmo, protagonista del docufilm, dal Duomo di Milano, o meglio dalla casa milanese, a piedi ha raggiunto la Basilica San Pietro con lo zaino in spalla e una videocamera in mano. Il resto è venuto camminando. Gli incontri con gli altri pellegrini, le storie dei residenti che aprono le loro porte e i paesaggi. Tutto racchiuso in un viaggio alla ricerca della più grande delle risposte, “alla ricerca di un senso oltre i sensi” come si legge nel trailer.

“È stata una sfida raccontare un mondo come quello dei cammini a chi non ne ha mai fatto nessuno – spiega il giovane video-maker -. Difficile trasmettere la stanchezza, il sacrificio e soprattutto l’emozione di trovare qualcosa di te in ogni persona che incontri e in ogni panorama che ammiri. Così, quando un ragazzo, dopo aver visto il documentario, mi ha detto “andavo a correre per perdermi, ora andrò a camminare per ritrovarmi”, mi sono sentito spiazzato ma allo stesso tempo onorato. Ho capito che ero riuscito a comunicare quello che speravo”.

Programmi futuri? “Ho già in corso dei progetti su altri cammini italiani – svela Luca Contieri -. La scorsa estate ho percorso quello di San Benedetto, da Norcia a Montecassino, con la mia telecamera. Ho attraversato le aree terremotate di Umbria e Lazio e le campagne incontaminate, conoscendo tante persone entusiaste di raccontarsi. Ho quasi finito il montaggio del documentario che diventerà la puntata pilota per una serie sui cammini, nella quale approfondirò l’aspetto spirituale dell’esperienza. Per farlo sto cercando dei finanziamenti: partirò con una campagna di crowdfunding e se gli esiti saranno favorevoli – conclude – in la primavera partirò per il prossimo cammino. Per raccontarlo”.

CRISTINA PALAZZO