Nel 2025, per oltre un giorno su tre i torinesi hanno respirato aria insalubre a causa del particolato fine, il pm 2.5. Nelle tre stazioni Arpa che ne misurano le concentrazioni, i limiti posti dall’Organizzazione mondiale della sanità sono stati superati per 145 giorni a Lingotto, 165 giorni a Rebaudengo e 147 giorni a Rubino, in peggioramento rispetto ai dati registrati l’anno precedente, nell’ordine 146, 158 e 124. Si tratta “dell’altra verità sull’aria di Torino, quella che Cirio e Marnati non raccontano”, secondo il Comitato Torino Respira.
Il Comitato, infatti, in un comunicato stampa va all’attacco e accusa il presidente di Regione e l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati di aver”rilasciato un comunicato stampa trionfalistico sullo stato della qualità dell’aria in Piemonte, celebrando i presunti successi del nuovo Piano Regionale per la Qualità dell’Aria”. Tuttavia, si tratterebbe di una “mezza verità” o di “fatti alternativi”.
Anche per quanto riguarda l’ozono la situazione appare allarmante: i limiti sono stati superati di oltre il doppio nel 2025 (25 giorni). A Lingotto sono stati superati per 46 giorni (36 nel 2024) mentre a Rubino per 69 (48 nel 2024). Lo stesso vale per il biossido di azoto, “che la Regione dichiara essere sotto il limite di legge, ha superato i criteri Oms per 322 giorni a Rebaudengo, 250 a Consolata, 214 a Lingotto e 193 a Rubino, e ha superato i limiti giornalieri della nuova direttiva europea di più del doppio a Consolata e di quasi quattro volte a Rebaudengo”.
Il Comitato spiega che il peggioramento potrebbe essere dovuto in parte alle condizioni meteo e in parte al cambiamento climatico, che rende le estati più calde e gli inverni più miti, facendo aumentare i valori di ozono. Tuttavia, conclude, “questi dati andrebbero letti nel loro insieme e spiegati in modo onesto e trasparente alla cittadinanza. Fornire spiegazioni parziali attraverso i dati che fanno comodo e che servono a coprire le proprie incapacità è scorretto e pericoloso”.