“Il frutto dell’amicizia”. Così il Presidente della Repubblica Mattarella ha descritto la Piazza dei Mestieri, una cooperativa nata a Torino che da più di vent’anni lavora per aiutare ragazzi in situazioni fragili a imparare un mestiere e trovare la propria strada. Azioni che, lo scorso febbraio, sono valse a Dario Odifreddi e Cristiana Poggio, presidente e vicepresidente della Piazza, l’onorificenza di Ufficiali al Merito della Repubblica Italiana.
La storia
Tutto comincia con un gruppo di amici universitari, colpiti da una tragedia improvvisa. È il 4 settembre del 1986 quando uno di loro, Marco Andreoni, rimane vittima di un fatale incidente in montagna. La sua morte mette in moto qualcosa: i suoi amici vogliono dedicargli qualcosa, vogliono dare vita a un progetto che sia espressione della sua volontà di aiutare le persone e il territorio. Inizia così un lungo percorso che porta nel ’92 alla creazione della cooperativa. “Siamo convinti che l’istruzione sia alla base del miglioramento della nostra società: per questo abbiamo scelto di occuparci di ragazzi che fanno a botte con la scuola”, spiega la vicepresidente Cristiana Poggio, “abbiamo iniziato facendo formazione nelle scuole, ma presto ci siamo resi conto che ai ragazzi mancava una connessione con la realtà lavorativa”. Nasce così l’idea di creare un luogo in cui sviluppare l’alleanza tra il mondo della formazione e quello del lavoro, dove gli studenti possano “imparare facendo”. Nel 2004, dopo fatica e sacrifici economici, la Piazza dei Mestieri diventa realtà.
Piazza dei Mestieri oggi
Oggi la Piazza è un ecosistema che offre ai ragazzi e alle ragazze percorsi di formazione e inserimento professionale che spaziano dalla ristorazione all’estetica. A questi si aggiungono tre percorsi di istruzione terziaria superiore suddivisi tra informatica, agraria e promozione del turismo. I corsi durano dai due i tre anni, a cui si aggiungono due anni di supporto all’inserimento lavorativo. “Ma non ci limitiamo all’aspetto professionale”, prosegue Poggio, “vogliamo che i nostri studenti riscoprano la bellezza. Molti di loro arrivano da famiglie sotto la soglia di povertà: non vedono un valore nella società, e peggio ancora non lo vedono in loro stessi”. Per questo alle attività più strettamente di formazione si affiancano eventi, spettacoli teatrali e concerti. Il successo di questo modello e la sinergia con le imprese del territorio hanno permesso alla Piazza di superare le difficoltà e di crescere esponenzialmente: nel 2024, sono stati quasi 14 mila i beneficiari complessivi, divisi tra le sedi di Torino, Milano e Catania.
“Quello che facciamo è mettere i ragazzi davanti a una sfida. Vogliamo mostrargli che, nonostante la propria fragilità, chiunque con dedizione e impegno può riuscire a esprimere il proprio valore e superare le difficoltà”, spiega ancora Poggio, che aggiunge “il ricordo più bello? Durante i primissimi anni abbiamo accolto una ragazza che non aveva altro posto in cui andare, e l’abbiamo aiutata a trovare la sua strada. Alcuni anni fa è tornata nella Piazza, con un bambino in braccio: voleva mostrare a suo figlio il luogo che le aveva cambiato la vita”.