“Ipermedia nasce come impresa cooperativa sociale con l’obiettivo di lavorare sulla produzione di contenuti e sulla progettazione degli ecosistemi di contenuto, attraverso l’unione di diversi linguaggi narrativi: il video, la fotografia, la grafica animata, l’audio immersivo”. A parlare è Federico Bernini, presidente di Ipermedia con un passato da fotogiornalista, che nel 2025 decide, insieme a Amedeo Francesco Novelli, anche lui fotogiornalista, e Marco Liuni, esperto in tecnologie audio e creazioni sonore, di unire due realtà, Visual Crew (comunicazione visiva) e Mezzo Forte (produzione sonora), per creare una società “che ha come riferimento principale tutto ciò che è il mondo dell’economia sociale, della comunicazione sociale e della comunicazione di impatto”, spiega. Accanto alla produzione di contenuti, Ipermedia ha poi affiancato attività di formazione e di progettazione.
Culture Sounds e Ecomuseo Lou Lindal
Narrazione, suono e comunicazione d’impatto si uniscono a servizio della cultura e dell’arte nei progetti Culture Sound e Ecomuseo Lou Lindal. Per il primo, Ipermedia ha realizzato tre percorsi sonori per tre musei (Museo Diocesano di Brescia, Museo della Ceramica “ G. Gianetti” di Saronno, Museo Louis Braille di Milano). Nel secondo, il comune di Ostana, in provincia di Cuneo, è diventato un museo a cielo aperto. In questo caso Ipermedia ha creato un ecosistema narrativo che unisce immagini, suoni e piattaforme digitali: un racconto corale che unisce innovazione, memoria e partecipazione.
Grazie alla piattaforma agami di Mezzo Forte “abbiamo progettato un percorso narrativo di realtà immersiva che si attiva sul cellulare via gps mentre cammini tra i borghi e magari nel frattempo sta piovendo, sta nevicando, senti il bramito del cervo, o una coppia di anziani che parla in occitano. Puoi sentire l’ambiente reale, analogico intorno a te, ma puoi anche fruire di quel contenuto aggiuntivo che si è attivato”, spiega Bernini.
Riscatti
Ri-Scatti è un’organizzazione non profit che utilizza la fotografia come mezzo di impatto sociale. Nel corso degli anni, i suoi progetti hanno dato voce a comunità spesso invisibili.
“Per Riscatti – continua Bernini – produciamo sia contenuti sia percorsi di formazione con diverse realtà del terzo settore. Abbiamo lavorato con chi si occupa di prostituzione, di bullismo, sex worker, giovani con disturbi alimentari, persone detenute, persone senza fissa dimora, realizzando dei percorsi di formazione per queste persone all’utilizzo del metodo audiovisivo”.
La fotografia diventa quindi mezzo di impatto sociale. Il cuore pulsante di Ri-Scatti è la mostra fotografica annuale, organizzata in collaborazione con il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano (Pac). “L’obiettivo -conclude – è sensibilizzare e portare a conoscenza una serie di mondi, spesso sommersi, ma anche dare protagonismo diretto a queste persone che vivono in questi mondi”.