Tre anni di iniziative per far conoscere alla città di Torino la figura del Beato Sebastiano Valfrè. Appuntamenti culturali e religiosi per ricordare il “santo della gioia”, proposti nel corso del triennio che precede il quarto centenario della sua nascita, avvenuta il 9 marzo 1629. “Per noi Padri, Valfrè è una figura di riferimento, simbolo di fedeltà. Lui è la nostra radice, il nostro punto fisso per la vita di preghiera, oltre che per la vita quotidiana”, ha affermato padre Simone Furno, rettore della Chiesa di San Filippo Neri.
Nato in una numerosa famiglia contadina di Verduno, Valfrè giunge a Torino in un periodo complesso, segnato da guerre, carestie e trasformazioni politiche. Autentico padre spirituale della città, seppe coniugare contemplazione e azione in modo esemplare: padre dei poveri, degli emarginati e delle persone in difficoltà, fu vicino ai più bisognosi, ai carcerati, alle prostitute, ai ragazzi sbandati e ai militari di truppa. Un amore concreto per Dio che si traduceva in un servizio umile e quotidiano verso il prossimo. Attraverso la sua opera, aprì la strada, anticipando di oltre un secolo lo storico periodo torinese in cui agirono i “santi della carità”, come Giovanni Bosco e Benedetto Cottolengo, fortemente impegnati in campo sociale.
Il progetto è patrocinato dalla Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, affiancata dall’Arcidiocesi di Torino e dalla Diocesi di Alba, e ha visto l’adesione di diverse realtà, tra cui il Centro Internazionale di Studi sulla Sindone, l’Associazione Cultores Sindonis, il Centro Studi Piemontesi e il Centro Studi Carlo Alberto. “Il recupero della figura del Beato Sebastiano Valfrè, del suo messaggio e del suo esempio – sottolinea il direttore del Centro Internazionale di Studi sulla Sindone, Gian Maria Zaccone – potrà rappresentare un contributo importante che la Chiesa piemontese, la Città di Torino e il Piemonte sapranno offrire alla riflessione in vista del Giubileo della Redenzione del 2033, nonché alla storia del territorio e della sua cultura”.
Il programma è ancora in fase di definizione. Secondo le prime anticipazioni, gli appuntamenti avranno l’obiettivo di creare un continuum di conoscenza della figura del Beato e di tutto ciò che ruota attorno ad essa, rafforzando il legame con i luoghi in cui Valfrè ha operato nel corso della sua vita.