“La pubblica amministrazione ha bisogno di una riforma culturale, di professionalità scientifiche, tecnologiche e ingegneristiche. Qui si formano le competenze che possono e devono rendere la pubblica amministrazione più trasparente e efficace”. Le parole del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, possono riassumere l’inaugurazione del nuovo anno accademico del Politecnico di Torino avvenuta oggi, venerdì 13 febbraio. Una cerimonia solenne nella Sala Fucine delle Ogr per “un’eccellenza assoluta, nazionale e internazionale”, come sottolineato nel discorso di apertura dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ma non sono mancate le proteste, dentro e fuori.
Che il tema centrale della giornata fosse la pubblica amministrazione come palestra dell’innovazione e il nuovo legame che il Politecnico intende tessere con il settore pubblico già era stato noto dal rettore Stefano Corgnati, ma durante la cerimonia viene sancito e ribadito, grazie anche all’intervento del ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo: “L’alleanza tra mondo accademico e istituzioni pubbliche è fondamentale per affrontare le transizioni del nostro tempo. La pubblica amministrazione deve essere un luogo in cui alleniamo l’innovazione e in cui le conoscenze universitarie diventano competenze”.
Sono 59 gli studenti che assistono alla cerimonia d’inaugurazione. Ben di più rispetto ai soli sei dello scorso anno. La loro voce – e quella dei colleghi non presenti – viene espressa dalle parole di Lorenzo Baffert, vicepresidente del Consiglio studenti del Politecnico di Torino: “Gli studenti hanno un ruolo marginale. Spesso ci troviamo a fare lezione con altre 300 persone e così si perde il contatto umano. Si sta accettando di ignorare questa qualità, ammettendo le lezioni online pur di aumentare i numeri. Nell’ultimo anno il Politecnico di Torino ha avviato una riforma della didattica, ignorando le posizioni degli studenti quando in contrapposizione, come quando chiediamo più appelli per gli esami”.
Baffert sottolinea che “l’università deve insegnare come funziona la pubblica amministrazione e le opportunità di lavoro che offre. Lo Stato, invece, dovrebbe renderla più appetibile, aumentando i salari e dando maggior rilievo a titoli come dottorato, oggi non valorizzati adeguatamente. Senza una riforma che rimetta al centro la figura dello studente, il richiamo all’innovazione rimane fine a sé stesso”.
Ci saranno altri momenti per rispondere alle istanze studentesche. La cerimonia va avanti e la nuova prospettiva pubblica del Politecnico rimane il focus. “Le grandi trasformazioni del nostro tempo richiedono competenze tecniche capaci di incidere là dove si sviluppano le decisioni, le regole e le norme che hanno un impatto diretto sulla società. Rendere disponibile la tecnologia a tutta la collettività attraverso la Pubblica amministrazione è il modo più democratico di fruibilità della tecnologia stessa”, sostiene il rettore Corgnati.
Gli obiettivi del nuovo anno accademico sono espressi anche dal direttore generale, Vincenzo Tedesco: “Nessuna innovazione può avere successo senza capitale umano formato e motivato. La sfida non è solo adottare nuove soluzioni tecnologiche, ma accompagnare le persone nel cambiamento. Gli obiettivi sono due: un rapido sviluppo delle competenze e aumentare l’attrattività della pubblica amministrazione”. Tra le novità annunciate, la prima edizione di una Summer School dedicata a “Tecnologie e Pubblica Amministrazione”, rivolta a 50 studenti magistrali e di dottorato.