Il nome di Cristina Girardi nel Giardino dei giusti di Gerusalemme

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Cristina Girardi è stata premiata con la medaglia e l’attestato di Giusto tra le nazioni dallo Yad Vashem, l’Ente nazionale israeliano per la memoria della Shoah. Il suo nome verrà iscritto nel Giardino dei giusti. Cristina, nata negli anni Settanta dell’Ottocento a Richiardi, frazione di Groscavallo, nascose nella sua abitazione il medico ebreo Simone Teich Alasia, che le truppe d’occupazione nazifasciste avevano intenzione di arrestare e deportare. Alasia si era rifugiato in quella zona per sfuggire ai rastrellamenti che dall’armistizio dell’8 settembre 1943 erano diventati sempre più frequenti. L’iter per l’ottenimento dell’attestato era iniziato sei anni fa. Dato che Cristina è deceduta nel 1953, il premio è stato ritirato da una discendente, la pronipote Anna Maria Cambursano.

Alasia, nato a Budapest nel 1915, nel primo dopoguerra, si specializzò a Londra in chirurgia plastica ricostruttiva e introdusse a Torino delle innovative tecniche per trattare le ustioni. Nella seconda metà degli anni Cinquanta fondò il Centro grandi ustioni del Cto di Torino. Durante la guerra, entrò in contatto con la XX Brigata Garibaldi che lo incaricò di creare un ospedale per i partigiani feriti a Richiardi.

“È un onore essere qui oggi perché viene riconosciuto un premio a una persona che ha salvato il professore Simone Teich Alasia, grazie a cui oggi abbiamo un Centro grandi ustionati al Cto di Torino, che è un’eccellenza nazionale. Grazie all’azione di questa donna, che ha avuto una rilevanza e un’eco che continua nei decenni e nei secoli, è potuto succedere quello che è successo dopo”, ha dichiarato Massimo Navissano, direttore Centro grandi ustionati del Cto di Torino.

“Oggi – ha spiegato Dario Disegni, presidente della comunità ebraica di Torino – onoriamo la memoria di Cristina Girardi che, a rischio della proprio vita, salvò un illustre torinese. Siamo alla vigilia della festa di Purim, ossia la festa delle sorti: si celebra la regina Ester, grazie a cui gli ebrei di Persia, nel V secolo a.C., vennero risparmiati dal disegno del re Assuero, che voleva sterminare l’intera comunità. Oggi omaggiamo un’altra donna che ha salvato un uomo. Ma, come dice di Talmud, chi salva una sola vita è come salvasse il mondo intero. Anche Cristina Girardi merita quindi questo straordinario riconoscimento”.

Cristina, come ha raccontato il giornalista e divulgatore Andrea Parodi, presente alla cerimonia di consegna e promotore del riconoscimento, era soprannominata “masca”, che in dialetto significa strega, a causa del suo carattere: “Avrebbe dovuto vivere negli anni Settanta. Era una femminista ante litteram. Scelse di rimanere a vivere da sola e condusse una vita eccentrica. Si vestiva di scuro, teneva un foulard sulla testa e aveva un carattere spigoloso. Aveva un aspetto dimesso. Sapeva leggere, era istruita. Era un po’ burbera. Ha vissuto anche tanti anni a Torino, dove gestiva un banco a Porta Palazzo”.

Michela Favaro, vicesindaca di Torino, ha detto che “questa cerimonia è una grande ricchezza per il nostro territorio perché costituisce un’occasione per conoscere le storie di chi, con coraggio e affrontando pericoli, ha deciso di salvare delle persone dalle persecuzioni naziste. Questo ci sprona a continuare a impegnarci e a lottare con l’antisemitismo, che è sempre più presente e contro cui la città di Torino intende proseguire il suo impegno. Soltanto nei primi nove mesi del 2025, l’Osservatorio sull’antisemitismo ha registrato più di 700 episodi. Vogliamo ribadire con forza che la città di Torino non tollera l’odio, che va contro i valori della nostra comunità. Un grazie a chi, in quei momenti così bui e difficili, ha saputo scegliere di stare dalla parte della giustizia: vogliamo continuare a stare da quella parte”.

Il prefetto di Torino Donato Cafagna ha concluso che “gli uomini e le donne che in quell’epoca così oscura misero a repentaglio la loro vita per salvare quella di altri non furono eroi, ma uomini e donne in senso pieno, compiuto. È importante ricordare oggi i Giusti tra le nazioni, in un momento nel quale i conflitti diventano sempre più accesi e in cui ci si pone il problema di quale sia il destino dell’umanità. Possiamo guardare al futuro con fiducia e speranza se teniamo a mente gli esempi di persone che, come Cristina, sono riusciti ad andare oltre al contesto nel quale vivevano per diventare protagonisti di un’umanità piena, coraggiosa, solidale”.

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