Il Festival Economia sceglie l’autunno e punta sullo stato sociale

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Salvare lo stato sociale“. È questo il titolo della quinta edizione del Festival internazionale dell’economia di Torino. Per la prima volta, il Festival sarà in autunno, dal 22 al 25 ottobre “per favorire la partecipazione della comunità studentesca” spiega Giorgio Bava Navaretti, secondo cui il festival rappresenta “un esercizio collettivo che interessa la città e il territorio”.

“Lo stato sociale, oggi, deve far fronte a sfide senza precedenti”, argomenta il direttore scientifico, Tito Boeri. Per salvarlo, prosegue l’economista, “dobbiamo riformarlo profondamente, eppure è un tema di cui si parla molto poco nel dibattito pubblico”. Il welfare state, aggiunge Boeri, “è un carattere distintivo dell’identità europea. Molto diverso da paese a paese, ma con tratti e obiettivi comuni: l’idea di offrire protezione contro rischi per lo più non coperti dalle assicurazioni private, ridurre la povertà e contenere le disuguaglianze senza però scoraggiare la partecipazione al mercato del lavoro. Ci viene invidiato da tutto il mondo perché offre benessere e rafforza la coesione sociale”.

Le sfide maggiori sono rappresentate dalla crisi demografica, dalla globalizzazione e dal tema dell’immigrazione. Si aggiungono poi il cambiamento climatico, la crisi dei criteri Esg (Environmental, social, governance) e gli scenari di guerra, che in questi anni hanno implicato un aumento delle spese militari in molti Paesi. “Per salvare lo stato sociale – conclude l’economista – avremmo perciò bisogno di riformarlo beneficiando dei tanti esperimenti naturali portati a termine in questi anni in tutto il mondo. Gli scienziati sociali che si troveranno anche quest’anno a Torino per il Festival Internazionale dell’Economia hanno gli strumenti per far parlare questi esperimenti, per permetterci di imparare dai successi come dagli errori”. 

Il Festival intende quindi essere un luogo di riflessione di alto livello sul tema, che “potrebbe essere utile anche alla politica” come sottolinea l’assessore al bilancio e alle attività produttive della regione Piemonte Andrea Tronzano. Il ragionamento sarà guidato da economisti, sociologi, demografi ed esperti di molte discipline. Per l’editore Giuseppe Laterza, partner dell’evento, “anche quest’anno il Festival unirà alle migliori competenze internazionali della disciplina, esperti italiani e stranieri di diversi ambiti del sapere, dalla storia alla sociologia, dal diritto alla demografia. Per comprendere in maniera critica, plurale e accessibile a tutti un tema essenziale per il nostro futuro, su cui l’Europa ha aperto la strada e rimane un presidio di civiltà”. Gli ospiti di spicco saranno cinque vincitori del premio Nobel per l’economia: Philippe Aghion, David Card, Joel Mokyr, James A. Robinson e Michael Spence.

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