La testata del Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” di Torino

Il digital storytelling per raccontare sfide e conflitti giovanili

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“Siamo davvero una generazione così depressa per voi?”, chiede uno studente presente all’incontro “Radicalizzazione ed estremismo nei giovani adolescenti: sfide e conflitti”. Al Polo del ‘900, il momento di confronto un progetto partito nel 2022 nato per restituire la voce degli studenti, raccontando una storia, individuale e di gruppo, che parla di sfide e conflitti nel processo di crescita, che è opportunità, ma anche rischio. Hanno preso parte studentesse e studenti del Liceo classico “Massimo D’Azeglio” di Torino e dell’Istituto tecnico Russel-Moro: in totale 53 studenti coinvolti per creare un video racconto. Il digital storytelling diventa “uno strumento magico”, spiega Barbara Bruschi, docente del dipartimento di Filosofia e scienze dell’educazione dell’Università di Torino, “la narrazione è una delle prime cose con cui veniamo in contatto nella vita, è uno strumento che abbiamo per modellare, rappresentare la nostra visione del mondo. L’obiettivo era vedere come i giovani raccontano una fetta di realtà, attraverso gli occhiali dell’emozione, del sentimento, di tutto quello che fa parte di noi ma che non passa necessariamente attraverso il filtro della razionalità”. I partecipanti potevano utilizzare immagini, foto, video, musica, audio, “linguaggi con cui i giovani comunicano ogni giorno. Stiamo parlando di una generazione che per prima ha praticato il digital storytelling, abbiamo quindi voluto cavalcare questa loro competenza, sperando di andare oltre”, spiega Bruschi.

“Rispettare per me è”, “per me è giusto quando”, “ritrovarsi cambiati”,alcuni degli spunti lanciati a studentesse e studenti grazie ai quali hanno realizzato video racconti poi dati alle ricercatrici. “Ci hanno ridato una visione diversa di tematiche che conosciamo già, ma quando vengono raccontate da chi le vive in prima persona hanno un suono differente”, spiega Melania Talarico ricercatrice del progetto, “i giovani sono attenti a tematiche che non vengono considerate dal mondo degli adulti”. Fra questi è emersa l’accettazione di sé, il bullismo, ritenuto un elemento negativo, nella costruzione delle relazioni ma anche più macrosomicamente nella società. Hanno posto l’attenzione su quando sia importante sospendere il giudizio, verso chi ci sta di fronte, o chi non si conosce, abbattendo i pregiudizi. Cambiare e crescere è un’opportunità ma anche un rischio da calcolare, per evitare di rimanere bloccati, o peggio, incastrati negli schemi imposti dalla società. Fra i temi più ricorrenti anche la paura di sentirsi soli nelle incertezze del futuro. “Questi risultati sono un punto di partenza” spiega Bruschi, per abbattere i muri che con il tempo si costruiscono.

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