Il Barattolo resta chiuso, le bancarelle riempiono via Carcano

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I cancelli del “suk”, il mercato di libero scambio situato dietro il Cimitero monumentale, sono rimasti chiusi sabato e domenica, ma durante il fine settimana via Carcano era comunque gremita di commercianti e avventori. Nonostante la chiusura imposta dalla Regione, entrambi i lati della strada antistante alla sede del mercato – conosciuto in città anche come Barattolo – erano occupati da decine di stand stracolmi di pentole, scarpe, vestiti, palloni, giocattoli e oggetti di ogni tipo destinati al riuso. E la risposta dei torinesi è parsa incoraggiante. Fin dalle 9 di mattina di sabato, infatti, la via era animata da numerosi clienti che si aggiravano tra le bancarelle in cerca di prodotti a prezzi abbordabili.

L’azione di protesta nasce a seguito di un lungo braccio di ferro fra la Regione e il comune di Torino, culminato con la firma di una convenzione che impone al mercato di limitare a quaranta i giorni di apertura annui. La Giunta regionale dichiara in questo modo di combattere degrado e abusivismo a seguito di rinvenimenti di merce non autorizzata. Ma i commercianti hanno deciso di sfidare il divieto e di posizionare le loro bancarelle lungo via Carcano. “Purtroppo dobbiamo fare così finché non ci trovano un’altra postazione, se no moriamo di fame. Così non va bene”, ha detto sabato uno di loro. “Cosa mangiamo se non vendiamo niente?”, ha aggiunto un altro negoziante.

Cristina Grosso, vicepresidente di Vivi Balon, l’associazione che organizza il mercato, afferma che i commercianti “hanno scelto di continuare a lavorare. Per loro lavorare è fondamentale. Anche se io, in quanto vicepresidente dell’associazione, non posso condividere l’iniziativa, mi auguro che questo possa servire alla città di Torino e alla Regione per capire che c’è un problema di fondo nel non poter fare il mercato con la regolarità con cui erano abituati a farlo”. A maggior ragione perché, come spiega Grosso, presente domenica mattina in via Carcano, “a prescindere da chi sta esponendo, c’è una folla di acquirenti. I commercianti hanno scelto di fare ciò che ritengono più opportuno per loro stessi e, a quanto pare, i clienti gli stanno dando ragione”. Il prossimo weekend il mercato sarà aperto ma il numero delle giornate autorizzate, dopo che la Regione ha deliberato la riduzione, si sta assottigliando.

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