L’intelligenza artificiale ha rivoluzionato radicalmente il lavoro del traduttore. Il sempre più frequente ricorso al post editing ha incrinato il rapporto con i committenti, che usano spesso i sistemi di traduzione automatica come sostituti dell’essere umano. Creatività e comprensione dei nuovi strumenti sono gli ingredienti su cui i professionisti del presente e del futuro devono fare affidamento per integrare i nuovi strumenti nel lavoro. Lo raccontano i traduttori letterari Silvia Pareschi e Norman Gobetti, oltre alle ricercatrici dell gruppo Ia.te.l. dell’Università di Torino Alessandra Molino, Lucia Cinato e Maria Margherita Mattioda.