Un tripudio di fasce tricolori. Questa l’insolita vista che i pendolari della tratta ferroviaria Torino – Bardonecchia si sono trovati davanti la mattina del 28 marzo. Erano più di 20 i sindaci dei comuni della Valle di Susa, oltre a quelli di Alpignano, Collegno e Grugliasco, che insieme al Comitato pendolari sfm3 si sono recati alla stazione di Porta Nuova per protestare contro i disservizi che dagli ultimi mesi del 2024 continuano a martoriare la tratta.
“Da mesi ormai i treni della linea sfm3 subiscono ritardi e cancellazioni costanti, in particolare nella fascia tra le 6 e le 8 del mattino, la più delicata per in pendolari che ogni giorno si spostano dalla Valle a Torino per lavorare o studiare”, spiega Federico Ragalzi, sindaco di Meana. Che aggiunge: “Condividiamo la necessità di portare avanti i lavori di ristrutturazione dei binari che stanno impegnando Ferrovie, ma la situazione è diventata insostenibile”.
Chi viaggia racconta di treni cancellati senza preavviso e carrozze strapiene, al punto che spesso i capitreno si trovano a dover chiedere agli studenti di scendere per lasciare il posto ai lavoratori. A dicembre 2024 è nato spontaneamente il Coordinamento pendolari sfm3, che ha riunito i pendolari valsusini prima sui social e poi in incontri pubblici, unendosi poi alle istituzioni per questa protesta. L’obbiettivo, costruire un dialogo con gli amministratori Rfi facendo presenti le difficoltà.
Obbiettivo che però sembra ancora lontano dalla realizzazione: “Arrivati a Porta Nuova ci siamo resi conto che i dirigenti di Trenitalia e Rfi non avevano intenzione di riceverci. Siamo rimasti per un’ora nell’atrio della stazione senza che nessuno accettasse di incontrarci”, racconta Stefano Ditella, assessore alla mobilità sostenibile del comune di Avigliana.
Alla protesta presente anche il presidente dell’Unione nazionale comuni comunità ed enti montani (Uncem) Marco Bussone, che dichiara: “un dialogo efficace lo avremmo auspicato tutti, primi cittadini e pendolari. Fanno bene i sindaci a mobilitarsi, sbaglia invece profondamente Trenitalia ad evitare il dialogo”.
Il parere della Regione
La risposta della Regione Piemonte è arrivata con un post su Facebook, in cui viene spiegato come Rfi abbia sfruttato la chiusura della galleria del Frejus per concentrare in questo periodo “una serie di interventi strutturali fondamentali”. Secondo Marco Gabusi, assessore regionale ai Trasporti, “abbiamo vissuto mesi complicati, ma si è trattato di interventi necessari per impedire disagi ancora più grandi in futuro”.
