I ragazzi da Cavour per i 165 anni dell’Unità d’Italia. “Non c’è Unità senza pace”

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“Nella nostra Costituzione risuonano idee di personaggi illustri, ma dietro a ogni articolo si nasconde il sacrificio di giovani partigiani, soldati e prigionieri che hanno dato la vita affinché la libertà e la giustizia fossero scritte sulla carta. La libertà è come l’aria: ci si accorge del suo valore solo quando comincia a mancare. Per questo il dovere di sorvegliarla e difenderla è nostro”. Con queste parole Alessia Canino, presidente del Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi, racconta il significato dell’Unità d’Italia, di cui oggi, 17 marzo, si celebra il 165° anniversario.

In piazza Carlo Emanuele II (piazza Carlina) con il sottofondo della banda musicale dell’organo di polizia e dei cori dei bambini delle scuole elementari viene posta una corona di alloro ai piedi della statua di Camillo Benso Conte di Cavour, uno dei principali protagonisti dell’Unità nel 1861, che “venne proclamata proprio qui a Torino”, come sottolinea Alessia Canino. “Per noi ragazzi la storia non dev’essere solo un elenco di date. Quest’anno per la prima volta Torino ha dedicato una statua a una figura femminile, Giulia di Barolo, una protagonista del suo tempo, che ha dimostrato che coraggio e competenza non conoscono distinzioni di genere. La sua vita ci insegna che l’uguaglianza non è un concetto astratto, ma un obiettivo da inseguire coi fatti”.

“La bandiera – conclude Eyad Eldisouky, sindaco del Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi – è il simbolo che ci fa riconoscere nel mondo e rappresenta l’identità di un intero popolo, le sue tradizioni e la sua cultura. L’inno esprime il nostro sentimento popolare e l’amore per la patria. Ma il cuore di tutto è la Costituzione, che esprime i nostri diritti e i doveri verso gli altri. In questi dieci anni l’Italia è diventata la mia seconda casa e sento che i valori della Costituzione sono la base del nostro futuro. Celebrare l’Unità nazionale oggi significa guardare quello che succede nel mondo. Non possiamo parlare di unità senza parlare di pace”.

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