I 20 anni del Museo del Toro, tra storia e leggenda

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La memoria, la storia, raccontata attraverso le immagini e i nomi che hanno contribuito a scriverla. Per i tifosi del Torino, e per gli appassionati di calcio, il 4 maggio rappresenta la data di confine tra la presenza e il ricordo. Lo schianto sulla collina di Superga dell’aereo che ospitava il Grande Torino ha dato inizio alla leggenda: conoscerla e tramandarla di generazione in generazione significa contribuire a rendere immortale una squadra che ha saputo emozionare e dare speranze all’Italia sconvolta dalla Seconda guerra mondiale.

Nell’ambito delle celebrazioni per il 73° anniversario della tragedia, il 3 maggio alle 21 il Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata inaugurerà la mostra “Museo 20. Vent’anni di noi, vent’anni di Museo del Toro”. Fino al 17 luglio, nella sala della Memoria di Villa Claretta a Grugliasco sarà possibile visitare l’esposizione di reperti e cimeli che nei vent’anni di vita del Museo hanno arricchito la collezione. Oltre alle autorità grugliaschesi, all’evento ci saranno due personaggi legati al mondo granata: Angelo Cereser, ex giocatore e membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Stadio Filadelfia, e Amos Ferrini, figlio dell’indimenticato capitano Giorgio.

Il Museo continua a esistere esclusivamente grazie all’opera dei suoi volontari. Tifosi del Toro che da sempre e gratuitamente, autotassandosi quando serve, si dedicano a divulgare i valori granata e l’identità storica di una squadra conosciuta e ammirata in tutto il mondo.
“La mostra ripercorre, per quanto possibile, il nostro cammino museale, ricordando sia gli anni di Villa Claretta, sia quelli di Grugliasco – racconta Giampaolo Muliari, direttore del museo e curatore delle mostre -. L’obiettivo è tenere viva l’attenzione verso questa realtà, anche in ottica dell’auspicato spostamento all’interno dello stadio Filadelfia, ringraziando chi ci ha ospitato, sostenuto e visitato in questi anni. Vogliamo, inoltre, porre ulteriormente l’accento sul valore della memoria e lo spirito di gratuità che sostiene da sempre la nostra mission. Valori forse scontati, ma anche frettolosamente dimenticati da qualcuno. Ricorderemo l’amicizia con il Museo del River Plate, del Benfica e della Fiorentina. Poi, ancora, ripercorreremo alcune mostre a tema, i momenti più belli e le persone a noi care come Carla Maroso e don Aldo Rabino”.

In occasione del 4 maggio, inoltre, il Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata sarà eccezionalmente aperto dalle ore 10 alle 14, con ultimo ingresso alle ore 12. Per visitare le collezioni, oltre che per partecipare all’inaugurazione del 3 maggio, sarà obbligatoria la prenotazione.