Meno burocrazia, meno leggi. Semplificare la vita di cittadini e imprese. Con questa dichiarazione di intenti nel 2023 il governo e la Regione Piemonte hanno dato via al progetto che si è concretizzato lunedì 16 marzo, con la presentazione del disegno di legge “Semplifica Piemonte”. Si tratta di una serie di interventi volti ad alleggerire e rendere più efficiente la burocrazia della Pubblica amministrazione nel rapporto con la cittadinanza e le imprese.
La semplificazione amministrativa prevede una collaborazione tra le diverse istituzioni regionali per creare una rete di condivisione delle informazioni degli utenti per evitare di chiedere alle persone documenti e informazioni che la Pubblica amministrazione già possiede, come già previsto dalla legge da alcuni decenni. Contestualmente ci sarà il divieto di introdurre adempimenti, oneri o passaggi procedurali non strettamente necessari e sarà previsto che la Regione aiuti gli utenti a sanare irregolarità formali per integrare informazioni mancanti.
Semplificazione normativa
Assieme alla burocrazia, la Giunta regionale si dà l’obiettivo di ripulire anche il corpus legislativo da leggi non più attuali che appesantiscono la legislazione. Il ddl “Interventi di razionalizzazione dell’ordinamento giuridico regionale” prevede l’eliminazione di 42 norme che hanno esaurito i propri effetti e di 30 tra articoli e commi di singole leggi ormai implicitamente abrogati o non più finanziati.
I due provvedimenti sono stati presentati lunedì 16 marzo dal governatore Alberto Cirio con la partecipazione della ministra per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. “La semplificazione normativa non è un concetto astratto, ma una scelta di campo che ha effetti concreti su cittadini e imprese – commenta Casellati -. Significa dire da che parte si vuole stare: cittadini o burocrazia? La Regione Piemonte ha scelto i cittadini”. La semplificazione amministrativa, d’altra parte, è anche un tema economico. “La burocrazia costa centinaia di miliardi al Paese, quindi è un tema di cui ci dovevamo necessariamente occupare”, conclude Zangrillo.