Giornata dell’acqua: “Cambierà la distribuzione della risorsa”

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“La quantità di acqua sul nostro pianeta non sta cambiando, ma nel tempo cambierà la sua distribuzione geografica e bisogna adattarsi a questo cambiamento”. Lo spiega l’ingegnere Roberto Bertero, direttore operativo della società Hydrodata, in occasione del convegno “Diritto all’acqua: fondamento universale, sfide attuali e prospettive future” organizzato dall’Ordine degli avvocati di Torino in vista della Giornata mondiale dell’acqua di domenica 22 marzo.

L’acqua è un diritto fondamentale, come sancito dall’Onu nel 2010, ma il cambiamento climatico la sta mettendo a rischio. Ne sta infatti alterando la collocazione, sia nel tempo sia nello spazio. In certi periodi si concentreranno le precipitazioni intense, in altri le siccità prolungate. Le prime toccheranno di più “le zone artiche e le terre emerse del nord” mentre “diminuiranno nelle regioni subtropicali, dove quindi si intensificheranno fenomeni di scarsità d’acqua”, peggiorando la situazione di territori che ne sono già colpiti.

Gli effetti dell’aumento delle temperature, d’altronde, sono già visibili. In Italia per esempio si è “osservata una perdita del 30-40% del volume dei ghiacciai italiani” e questo trend andrà avanti se non si interviene.

A risentire della mancanza di acqua sono tutti i settori che ne dipendono: civile, irriguo, industriale, idroelettrico e ricreativo. Ma soprattutto quello ambientale, il più importante ma anche quello con meno voce. “L’ambiente non riesce a difendersi da solo, ne dobbiamo diventare noi i portavoce” dice Bertero. “Il problema è solo iniziato. Bisogna passare da una gestione emergenziale a una strutturata – continua – dotandoci di una certa resilienza ai cambiamenti climatici”. Secondo l’ingegnere, la modalità d’azione deve essere duplice. Da un lato c’è “la mitigazione, legata al comportamento più o meno virtuoso che avremo nei prossimi anni, per cercare di limitare l’aumento delle temperature medie”. Dall’altro, l’adattamento: “dovremo imparare a convivere con questa nuova distribuzione della risorsa idrica”.

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