Dalla notizia al documentario: “Yurlu Country” di Yaara Bou Melhem

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Anche se non tutte le notizie possono trasformarsi in un documentario, un documentario può prendere spunto da una notizia. Raccontare un’inchiesta con il linguaggio di un film richiede competenze, strutture e forme di sostegno. I giornalisti possono disporre delle informazioni, dell’accesso alle fonti e della loro fiducia ma spesso mancano dell’esperienza cinematografica, dei canali di finanziamento o delle reti necessarie per compiere questa transizione.

Prima di diventare una giornalista e regista di documentari riconosciuta a livello internazionale, Yaara Bou Melhem ha lavorato per 15 anni come giornalista d’inchiesta specializzata in servizi di approfondimento per media come Sbs Dateline, Abc Foreign Correspondent, 101 East e Al Jazeera English. Oggi lavora presso la Illuminate Films, casa produttrice specializzata in film incentrati sulla giustizia sociale.

l suo ultimo film, Yurlu Country (2025), è il ritratto intimo dell’ultimo anno di vita di Maitland Parker, un uomo aborigeno del popolo Banjima che lotta per preservare la sua terra natale nell’Australia Occidentale, dove si trova uno dei più grandi siti contaminati del sud globale, che ha causato la sua malattia. Non si tratta solo di affrontare chi ha danneggiato l’ambiente ma di una sfida ancora più grande: il tabù della malattia per le popolazioni aborigene. Nella loro cultura infatti la malattia non si può nominare. Grazie alla sua testimonianza e a quella di tutte le altre persone che lo hanno seguito, Parker ha reso possibile l’avvio di un procedimento giudiziario per obbligare il governo a bonificare l’area contaminata e a ottenere un risarcimento per il popolo Banjima per i danni subiti.

Nell’incontro dell’ultima giornata del Festival internazionale di giornalismo a Perugia, insieme a Yaara Bou Melhem hanno parlato Lindsay Poulton, direttrice editoriale della sezione documentari de The Guardian e Sandra Whipham, direttrice esecutiva della Doc Society, con la moderazione di Karl Malakunas, giornalista dell’Agence France-Presse.

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