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Frontex: il 2021 è stato un anno record per gli arrivi di migranti in Europa

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Nel 2021, i migranti arrivati in Europa hanno sfiorato la soglia delle 200mila persone, segnando un record che non si registrava da 5 anni a questa parte: a confermarlo è la fotografia scattata dal rapporto mensile pubblicato da Frontex, l’agenzia europea per frontiere esterne. Stando ai contenuti del report, gli incrementi hanno interessato tutte le rotte, via mare e via terra, e gli arrivi più consistenti sono caratterizzati da cittadini siriani, tunisini, marocchini, algerini e afghani. In questo contesto, il Mediterraneo è rimasta la via “più utilizzata, contando per un terzo rispetto a tutti gli attraversamenti illegali delle frontiere”.

Tuttavia, come anticipato, quasi tutte le rotte hanno un saldo positivo se confrontate con le annate dal 2018 in poi, dato che “C’è stato un incremento del 36% rispetto al 2019 e del 57% rispetto al 2020 quando si poteva osservare un forte impatto delle restrizioni dovute al Covid. Ciò suggerisce che fattori diversi rispetto all’aumento delle restrizioni sulla mobilità globale siano causa dell’incremento della pressione migratoria”.

In particolare, “C’è stato un incremento del 36% rispetto al 2019 e del 57% rispetto al 2020 quando si poteva osservare un forte impatto delle restrizioni dovute al Covid. Ciò suggerisce che fattori diversi rispetto all’aumento delle restrizioni sulla mobilità globale siano causa dell’incremento della pressione migratoria”.

Tra le rotte in crescita spicca quella balcanica, che è stata interessata da un aumento del 125%, con 60.540 persone, in massima misura immigrati che già si trovavano sul territorio e che hanno ripetutamente cercato di attraversare i confini.

Un’altra tendenza che l’indagine di Frontex sulle migrazioni nel 2021 ha messo in risalto è il calo di arrivi di donne, una ogni dieci migranti giunti in Europa: “Un calo significante se rapportato al 2019”, mentre il numero di arrivi di minorenni e di minori non accompagnati è rimasto costante.

I dati Frontex, però, sono incompleti: non tengono conto di chi non è riuscito a oltrepassare il confine, chi è stato riportato indietro, chi è morto o chi ha finito per disperdersi in mare; e anche questi numeri, purtroppo, sono in crescita: secondo l’Oim, l’organizzazione per le migrazioni delle Nazioni Unite, infatti, sulla rotta del Mediterraneo centrale potrebbero essere deceduti o dispersi almeno 1552 immigrati. Nel 2020, invece, erano 978. Altri 34.425, invece, sono stati riportati indietro dalla sedicente Guardia costiera libica, e tra loro si contano 2428 donne e 1308 minorenni (nel 2020 erano stati 11.891).