Fondi per il giornalismo: qual è la situazione e cosa si può fare

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“Nessuno sta venendo a salvarci o a colmare la mancanza di fondi”. Mira Milosevic, direttrice del Global Forum for Media Development, commenta così il taglio dei fondi per il giornalismo deciso da Donald Trump negli Stati Uniti. Lo State of global media development report presentato il 16 aprile al Festival Internazionale del giornalismo di Perugia evidenzia che il taglio è “sintomo di qualcosa di più grande: del declino del supporto al giornalismo di pubblico interesse in tutto il mondo”. Tuttavia ci sono degli spiragli per migliorare la situazione.

Al momento, il supporto monetario per il giornalismo non a scopo di lucro in tutto il mondo ammonta a 50 miliardi di euro all’anno, la maggior parte dei quali provengono dagli abbonamenti. Editori commerciali ricevono tra i 130 e i 150 miliardi di dollari tramite abbonamenti e pubblicità. “Ma il modello di business si indebolisce” spiega. “Tuttavia, in molti paesi vediamo nuovi modelli di sostenibilità per il giornalismo di pubblico interesse, come Correctiv, che conta sulla membership e la partecipazione dei suoi lettori”.

“Il mercato dei content creator sta crescendo – aggiunge – e vale a sua volta 50 miliardi di dollari. Non voglio comparare giornalisti e creator, ma se solo riuscissimo a intercettare il 10 per cento di quel mercato sarebbero una boccata d’aria fresca, e sul lungo termine provarci può portare benefici”.

Sharon Moshavi, speaker del panel e presidente dell’International center for journalists, spiega che la sua organizzazione ingloba tre realtà diverse, con sede negli Stati Uniti, in India e in Africa. “Un’avventura iniziata due anni fa a Nairobi, ci conoscevamo da dieci anni e pensavo che potessimo lavorare bene insieme”. Un’organizzazione che mira a difendere e supportare il giornalismo in quanto pilastro della democrazia. “Non abbiamo un monopolio, ma penso che la collaborazione sia fondamentale”. Questo è un punto importante per il declino del supporto al giornalismo. “Abbiamo tutti diverse culture e stili di comunicazione. Giornalisti, creator e società civile possono lavorare insieme”.

Anche in Europa le sovvenzioni sono in declino. In questi giorni, l’Unione europea sta negoziando su come spendere il budget del prossimo anno. “Abbiamo una finestra stretta, le prossime due settimane, per dare suggerimenti all’Ue sulla spesa. Nella sezione news del nostro sito, ci sono lettere precompilate per chiedere di aumentare i fondi per la stampa. Se non facciamo rumore noi, se non ne scriviamo, non lo farà nessun altro”.

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