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Fatture false per 7 milioni di euro, tre arresti a Torino

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Tre ordinanze di custodia cautelare e un decreto di sequestro preventivo sono partiti questa mattina, 10 giugno, dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino, nei confronti di tre soggetti indagati per frode fiscale. A dare esecuzione ai provvedimenti è stata la Guardia di Finanza, che sta conducendo le indagini coordinata dal Procuratore aggiunto e dal Pubblico ministero della Procura di Torino. L’illecito coinvolge due fratelli impiegati in una società operante nel settore delle saldature di condotte per impianti industriali. Aiutati da un terzo soggetto, reo di avere fornito una rete di prestanome tra i suoi familiari, l’organizzazione gestiva tre imprese che emettevano fatture false per operazioni inesistenti. Queste venivano inviate a varie imprese attive nel comparto delle lavorazioni, riparazioni e manutenzioni meccaniche, sparse sul territorio tra le province di Torino, Bergamo e Napoli. L’attività delle società fantoccio si estendeva oltreconfine, per un valore che ammonta ad oltre 7 milioni di euro.

Le imprese destinatarie pagavano l’importo attraverso transazioni tracciate, in modo “ripulirle” facendole apparire come effettivamente avvenute. In realtà, gli importi dei bonifici percepiti dalle imprese emittenti venivano, successivamente, prelevati, a volte in maniera frazionata, dai soggetti appartenenti al sodalizio criminale che provvedevano a restituire le somme incassate, previa decurtazione dell’Iva esposta in fattura a titolo di ristoro. Durante le indagini, la scoperta di un’altra impresa operante tra il 2017 e il 2018 gestita dai proprio dai tre indagati, ha fornito ulteriori elementi e aggravato la posizione dell’organizzazione. È emerso che la precedente società aveva evaso circa 2 milioni di euro, occultando i libri contabili per eludere i controlli sull’operato commerciale. Le perquisizioni della Guardia di Finanza hanno confermato di le ipotesi sollevate dalle indagini.

Il Gip ha ordinato gli arresti domiciliari per i due fratelli, disponendo per il terzo l’obbligo di dimora nel comune di Torino. Il sequestro preventivo disposto si aggira su una cifra intorno ai 7 milioni di euro.