Vi alla terza edizione di Exposed Torino Photo Festival. Fino al 2 giugno i torinesi e i visitatori potranno scegliere uno dei tanti appuntamenti della kermesse fotografica, sempre più centrale nel panorama culturale italiano e internazionale. Il tema scelto per quest’anno, “Mettersi a nudo”, attraversa l’intero programma: un invito a interrogarsi sull’identità e sulla rappresentazione, sul rapporto tra corpo e immagine, tra ciò che è visibile e ciò che resta nascosto.
Promosso da un ampio sistema istituzionale tra cui la Città di Torino e la regione Piemonte e da Fondazione per la cultura Torino, il festival è curato da Camera, il Centro italiano per la fotografia. Sotto la guida di Walter Guadagnini, Exposed compie un salto di maturità: non più soltanto una rassegna espositiva, ma una piattaforma curatoriale strutturata, capace di connettere linguaggi, autori e spazi urbani in un dialogo continuo con la città.
Il cuore del festival è rappresentato da un articolato programma di 18 mostre, affiancate da incontri, proiezioni ed eventi diffusi. Le esposizioni indoor si sviluppano lungo quello che è stato definito un “miglio della fotografia”, un percorso che attraversa alcune delle principali istituzioni culturali torinesi e mette in relazione maestri affermati e giovani emergenti. Da Camera fino al Museo regionale di Scienze naturali, il pubblico è invitato a un viaggio che intreccia memoria, identità e sperimentazione.
Tra le mostre di maggiore rilievo, spicca quella dedicata al regista greco Yorgos Lanthimos, che presenta una selezione delle sue opere fotografiche.

Poi, il racconto poetico dei paesaggi italiani di Bernard Plossu e la retrospettiva sul femminismo italiano attraverso l’obiettivo di Paola Agosti offrono prospettive differenti, ma complementari, sul tema dell’identità e della rappresentazione.

Tra i progetti più significativi, “Torino 4×4” propone uno sguardo plurale sulla città contemporanea, mentre sotto i portici di via Po riaffiorano i volti sorridenti degli italiani degli anni Quaranta in una mostra che intreccia fotografia e storia sociale.
Non mancano interventi più sperimentali, come l’installazione sotterranea dell’artista Mark Leckey, che esplora il sottosuolo come spazio immaginario e simbolico. Elemento distintivo del festival è la sua accessibilità: molte mostre, sia indoor che outdoor, sono gratuite.