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El Poeta: “Volevo essere diverso e ho cominciato a fare freestyle multi lingua”

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Alessio Foti, in arte El Poeta, è il campione europeo di Freestyle Rap in più lingue, il 14 novembre è arrivato secondo al Coast 2 Coast World championship 2021, ed è nato ad Alpignano, provincia di Torino. Inizia a fare musica da piccolo, a 13 anni diventa dj e compone le prime basi musicali per il fratello, cresce con Eminem, legge Victor Hugo, e comincia a studiare le lingue. Poi mette tutto insieme e funziona. 

Quando ti sei accorto che con il freestyle ci sapevi fare?

Un po’ di anni fa, sette mi sembra. La prima volta è stato a Torino con degli amici, davanti a un bar del centro vicino a una piazzetta. All’epoca avevo rappato in italiano, anche perché ero con altri che facevano freestyle solo in una lingua, la loro ovviamente. 

Poi però hai scelto di rappare anche in francese, inglese, spagnolo, tedesco e findaldese, come mai?

Sì, una scelta un po’ legata alla mia passione per le lingue, un po’ alla voglia di essere diverso. Vedi, il freestyle multi lingua in Italia è proprio una nicchia, a differenza di altri Paesi come la Corea del Sud dove invece va forte. Sperimentare questa strada mi ha permesso di unire due mie attitudini per fare qualcosa di insolito, per distinguermi. 

Insolita soprattutto la scelta di rappare in finlandese. 

Sì lo so. Tutto è partito da un brano di Cheek, un rapper finlandese, l’ho scoperto anni fa e mi sono innamorato della lingua, così ho iniziato a studiarla. E’ stato piuttosto difficile, è complessa, però mi ha permesso di entrare meglio nella loro cultura scoprendo pezzo dopo pezzo il mondo finlandese. E potrei anche andare a vivere lì un giorno, chi lo sa. 

Parlando di semantica. Ogni lingua ha un modo diverso per raccontare anche la stessa cosa. Si pensi alle “parole intraducibili”, il tedesco ha Fernweh, per esempio, che significa tempo di fare le valigie. Questa cosa ti influenza nel scegliere o meno una lingua per affrontare un determinato tema? 

Beh sì, anche se per quanto riguarda il freestyle si tratta di una scelta più istintiva, diverso invece quando scrivo, lì ho più tempo per ragionare. Banalmente la lingua tedesca si presta bene a trattare argomenti più duri, spigolosi. Il francese è perfetto per il mondo della cultura, dei sentimenti. Il finlandese invece, proprio per il suo background che si riflette nel vocabolario è molto adatto a raccontare temi legati alle donne e ai loro diritti. 

Per quanto riguarda le metriche invece?

E’ difficile e ci vuole tanto allenamento, proprio perché ogni lingua ha cadenze e metriche diverse che bisogna incastrare su una base ritmica omogenea. Per il freestyle, le più semplici sono l’inglese e il francese, anche lo spagnolo, sono lingue morbide, malleabili. Tutta un’altra storia per tedesco e finlandese invece.

Ma per te non sembra un problema, infatti hai vinto l’European World Championship 2021 freestyle in più lingue e ti sei preso il secondo posto nella competizione mondiale Coast 2 Coast 2021. Come ci sei arrivato?

Ho scoperto questi campionati nell’aprile di quest’anno e mi sono voluto lanciare subito, perché non provarci? Mi sono iscritto ed è andata bene.

Direi di si, e credi che ritenterai la prossima edizione?

Assolutamente, cercherò di tenere il titolo europeo e punto all’oro invece per il mondiale.

Sono stati anni difficili per il freestyle. Manifestazioni come il Mike Tyson potrebbero risollevare l’ambiente?

E’ un buon lancio sicuramente, in Italia il freestyle è un po’ sparito, considera che siamo tra i paesi con i livelli più bassi, il Mike Tyson sicuramente fa bene, ma bisognerebbe fare di più. 

Tipo?

Organizzando eventi nazionali, invitando artisti importanti da tutto il mondo. Sarebbe utile anche dare più spazio al freestyle sui media, viverlo come una cultura. Per esempio in Sud America c’è questo evento, “Ballata de los Gallos”, un contest di freestyle talmente sentito che è paragonabile ai mondiali di calcio. 

Allargando un po’ lo sguardo, come sarà il futuro del rap in Italia?

Se parliamo di brani lo vedo ancora in cima alle classifiche per altri cinque o dieci anni, per ora i rapper vendono tanto. Se parliamo invece di freestyle non so se ci rialzeremo come tra il 2005-2015, quando c’era il 2theBeat. Però voglio essere fiducioso. 

Saluti la redazione di Futura News improvvisando qualcosa?