Eccellenze a Torino, la ricerca che non scappa dall’Italia

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Per una volta niente fuga di cervelli. Soprattutto quando sette giovani medici, neodottori in Medicina Sperimentale, decidono di rimanere in Italia per fare ricerca. Almeno per il momento. Hanno tutti preso parte ad un programma chiamato MD/Phd, avviato per la prima volta nel 2012 dalla scuola di Medicina di Torino, dove si sono laureati la scorsa settimana.

“Si tratta di un percorso didattico” spiega la Professoressa Maria Flavia Di Renzo, Presidente del programma “che si svolge a partire dal secondo anno del corso di laurea in medicina e accompagna gli studenti fino al sesto e ultimo anno, parallelamente ai normali studi accademici”. I ragazzi vengono inseriti all’interno di laboratori specializzati, dove imparano a lavorare in equipe e a fare ricerca vera e propria. Si accede attraverso

Maria Flavia Di Renzo, Presidente del programma Md/PhD

concorso nazionale, vengono selezionati dai sei ai dieci candidati e l’offerta è ghiotta: esenzione dal pagamento delle tasse universitarie, borsa di studio dal valore di 500 euro al mese, sistemazione gratuita nella residenza universitaria e finanziamenti di tirocini in laboratori italiani ed esteri.

“Si tratta di un titolo non legale ma sostanziale” prosegue la madre di MD/Phd in versione italiana. “Nel nostro paese il valore legale del titolo di studio è tossico, quello che conta sono le competenze e le conoscenze. Alla fine noi consegniamo un diploma di medicina sperimentale, che legalmente non ha valenza. Quello che conta è la formazione di questi giovani studenti in quanto medici”.

“Il programma non ti aiuta solo a fare curriculum, ci sono diversi aspetti corollari”. A parlare è Martina Tetti, 25 anni, originaria di Ala Stura, tra i sette super laureati. “All’interno del laboratorio non sei un mero esecutore di esperimenti ma una persona in grado di gestire e coordinare un gruppo di ricerca”. In campo di tecnologie e biotecnologie la neodottoressa ne sa qualcosa. Sette pubblicazioni su riviste internazionali come coautrice, un capitolo di libro

Martina Tetti, Dottoressa neolaureata nel programma Md/PhD

all’attivo, una pubblicazione in italiano. “Ho lavorato due anni a Candiolo, presso il laboratorio di oncologia vascolare per poi passare in medicina interna, presso il centro di ipertensione arteriosa”.

“È un programma di eccellenza che da un forte stimolo” prosegue la doc “perché è difficile che un ragazzo del primo anno vada a cercarsi uno spazio con così tante ore di lavoro senza avere dei riferimenti. Una volta iscritto, cerchi di auto spronarti”. E riferendosi ai colleghi: “spero che noi sette rimarremo tutti in Italia, vale la pena battersi per valorizzare quel che abbiamo, visto che le potenzialità non mancano”. Matteo Maria Ottaviani, classe ’92 e origini

Matteo Maria Ottaviani, Dottore neolaureato nel programma Md/PhD

marchigiane parla del programma in termini concreti. “È un bellissimo investimento nella ricerca perché c’è un maggior coinvolgimento dello studente, che si voglia ammettere o meno, anche motivato da una borsa di studio importante”. Il giovane dottore ha seguito per cinque anni un laboratorio di elettrofisiologia cellulare, soprattutto per gli studi in vitro. Esperienza e pubblicazioni sono per lui parametri universali, che lo hanno aiutato a raggiungere il dottorato a Pisa.

“La ricerca di base da risultati sul lungo termine” prosegue il neo medico. “Ogni contributo è fondamentale, si lavora per piccoli tasselli ma ogni pezzo compone un puzzle, che nella ricerca significa la scoperta sensazionale o il nuovo farmaco rivoluzionario, ad esempio”. Anche lui non sogna l’estero a tutti i costi. “Abbiamo delle eccellenze qua in Italia che sono poco considerate, magari riscopri dietro l’angolo il vate del tuo campo. E comunque non mi sento un super medico, al massimo un super studente che ancora deve imparare”.

MARTINA MEOLI