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Disturbi alimentari: “In Piemonte solo sette letti e quattro medici”

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Obesità e anoressia rappresentano i due estremi di un unico problema che colpisce sempre di più i giovani, anche in Piemonte. Eppure, l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi, oggi non ha presenziato all’informativa della giunta in quarta Commissione sanità del Consiglio regionale dedicata all’emergenza disturbi alimentari. All’audizione erano però presenti le associazioni Rinati sotto la Mole e Lo specchio ritrovato, in prima linea nel contrastare un’emergenza in crescita.

Per l’associazione Rinati sotto la Mole la priorità è affrontare un percorso educativo anche nelle scuole rispetto a queste patologie, che colpiscono sin dall’adolescenza, mentre per Lo specchio ritrovato ha chiesto “l’istituzione di un reparto dedicato al trattamento acuto dei disturbi del comportamento alimentare, una struttura riservata solo a chi è colpito dai disturbi del comportamento alimentare con personale debitamente formato”. A Torino, infatti, ci sono solo 7 letti dedicati in psichiatria e bisognerebbe tornare ai 13 letti che c’erano prima della pandemia. E servono nuclei dedicati composti da psicologi, psichiatri, dietologi, nutrizionisti, educatori e una continuità di presa in carico tra ospedale e territorio.

In Piemonte, inoltre, manca un reparto di lungo degenza e riabilitazione con un nucleo completo di personale e i contributi alle associazioni sono ridotti: solo 350 euro al mese per 8 ore mensili di psicologo per quanto riguarda Lo Specchio Ritrovato. Secondo e famiglie delle persone che soffrono di obesità, anoressia e altri disordini alimentari il quadro è impietoso, perché la fascia dei pazienti sotto i 18 anni è raddoppiata nel post pandemia, mentre sono aumentati del 30% fra gli adulti.

L’assenza dell’assessore ha scatenato le ire delle opposizioni. Alice Ravinale (Avs) denuncia che nel bilancio sono state azzerate le risorse regionali con il pretesto che le risorse già impegnate garantiscono copertura sino al 2026. Per la capogruppo di Verdi e Sinistra, “è inaccettabile che le associazioni si debbano sostituire al pubblico, e ancora più inaccettabile è che centinaia di giovani e le loro famiglie vengano lasciati soli a pagarsi privatamente, quando possono, percorsi di cura lunghi e molto costosi”. E ancora: “L’unico sportello psicologico attivato a Torino dalla Circoscrizione 1 grazie alla collaborazione con Specchio ritrovato rischia di chiudere per mancanza di fondi”.

Sulla stessa linea la consigliera del Pd Nadia Conticelli: “L’assenza dell’assessore davanti alla tragicità delle storie vissute sulla pelle delle famiglie non è in alcun modo scusabile, soprattutto perché questa commissione avrebbe dovuto essere calendarizzata mesi fa. Domani in aula col bilancio ci sarà il nostro emendamento per mettere almeno 500 mila euro di fondi regionali su queste patologie”.

All’attacco anche la pentastellata Sarah Disabato: “Ci saremmo aspettati un diverso modo di affrontare la questione da parte di chi governa la nostra Regione. Questo è uno dei motivi per cui abbiamo chiesto come Movimento 5 Stelle di avviare un’indagine conoscitiva sulla salute mentale in Piemonte, utile a fotografare la situazione attuale per imbastire un piano mirato di interventi”.

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