C’è un futuro per la giustizia internazionale? Non una domanda semplice, ma una riflessione doverosa in un contesto mondiale sempre più instabile, in occasione di Biennale Democrazia e del dialogo tra due professori come Chantal Meloni e Pier Paolo Portinaro dal titolo Quale futuro per il diritto internazionale?.
“Impossibile dire quale sarà il futuro. Quello che è certo è che il suo ruolo sia importantissimo e per questo vada difeso”, commenta la docente di diritto penale Internazionale presso l’Università statale di Milano. Sulla stessa scia si inserisce anche Portinaro, secondo cui, “oggi è saltata la differenza tra la nozione di guerra e quella di pace, in quanto le guerre contemporanee si stanno combattendo con una violazione sistematica delle norme sul fronte della legittimità e della legalità. In un contesto del genere il compito di una Corte penale internazionale diventa improbo”.
Un dialogo, durato novanta minuti, in cui il diritto ha abbracciato la filosofia, con uno sguardo diretto sugli eventi attuali: dai mandati di arresto della Corte penale internazionale rivolti al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente russo Vladimir Putin, fino ai conflitti in corso. “La responsabilità va indirizzata agli stati, piuttosto che alla Corte penale internazionale, che sta cercando di svolgere il suo lavoro”, spiega Chantal Meloni. “Oggi ad essa aderiscono 125 stati: l’Europa in modo compatto, ma Usa, Cina, Russia e Israele non la riconoscono. L’assenza di paesi così grandi è problematica”.
Non c’è quindi una risposta alla domanda che ha dato il nome all’evento. Meloni è sicura che “il diritto internazionale è la speranza, ma non vale niente se non è applicato. Stiamo assistendo a una fase storica in cui la politica si considera ingiudicabile”. Un momento difficile, quindi, per il sistema internazionale e, secondo Portinaro, di “resistenza civile nei confronti di un degrado del diritto internazionale e, in generale, costituzionale. Ci sarà poi una ripresa e, se riusciremo a evitare la catastrofe, raccoglieremo le sementi”.