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Denim Day: jeans in piazza Castello contro la violenza di genere

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I jeans come simbolo di un flash mob per dire basta alla violenza di genere.

Oggi, mercoledì 28 aprile, si terrà in piazza Castello la manifestazione organizzata dalla pagina Instagram Break the silence in occasione del Denim Day, la giornata dedicata alla sensibilizzazione nei confronti degli abusi sessuali sulle donne. L’evento avrà luogo in molte altre piazze italiane ma l’impronta è internazionale; il Denim Day nasce infatti negli Stati Uniti nel 1998. Le radici, però, sono tristemente italiane: l’idea fu dell’associazione noprofit Peace Over Violence, in forma di protesta contro una sentenza della Corte di Cassazione italiana che, nel novembre 1998, annullò la condanna per stupro a carico di un uomo poiché la vittima, una ragazza di 18 anni, indossava jeans aderenti. Accadde a Bella, in provincia di Potenza, e a essere coinvolto fu un istruttore di guida 45enne.

Per l’incontro, i partecipanti sono invitati portare un paio del modello di pantaloni più famosi al mondo. Tutti i jeans verranno simbolicamente poggiati a terra e, successivamente, raccolti per essere donati all’associazione Almaterra, un centro interculturale della realtà torinese dedicato alle donne.

Break the silence ITA nasce nel giugno 2020 con lo scopo di rompere il silenzio contro discriminazioni e violenze a sfondo rosa.  La pagina ha ottenuto migliaia di follower in breve tempo, ma non è questa la cosa più importante: oltre ad acquisire visibilità, ha raccolto centinaia di testimonianze, fungendo da vero e proprio “luogo” di ritrovo per moltissime vittime di abusi.

“Siamo tutti responsabili del cambiamento, lo recita anche lo slogan del Denim Day. Nel 2020 è stata uccisa una donna ogni 3 giorni e tutti siamo coinvolti per fare in modo che ciò non accada più”. È un appello e un invito alla denuncia contro le ingiustizie quello che lanciano in coro Mariachiara Cataldo, Francesca Sapey, Giulia Chinigò e Francesca Valentina Penott. Le quattro organizzatrici della manifestazione (tutte studentesse del corso di Management ed economia presso l’Università di Torino) presenteranno oggi anche un libro, intitolato a sua volta “Break The Silence” (Golem Edizioni), per raccontare le storie raccolte sulle piattaforme online.

La proliferazione di iniziative di sensibilizzazione relative alla violenza di genere non bastano a svigorire un fenomeno che, in Italia come altrove, risulta tutt’altro che estirpato. Stando ai dati Istat, nell’arco temporale 2017-2019 sono stati 16.140 gli accessi al pronto soccorso da parte di donne con diagnosi di violenza. La fascia di età più colpita è quella che va dai 35 ai 44 anni (23,3%) ma anche per la categoria più giovane, da 0 a 17 anni, il dato è allarmante (14,3% del totale). Il 66,2% delle vittime arriva per decisione propria mentre il 24,3% arriva solo a seguito dell’intervento del 118.

Infografica Istat 2017-2019