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Dall’edilizia al futuro dei ricercatori: le prospettive di Unito

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“Ci poniamo come interlocutori fondamentali nella rigenerazione urbana della città”, afferma la rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi. L’occasione è la conferenza pubblica, aperta a università e alla stampa, sui primi mesi della nuova gestione dell’Ateneo torinese, che punta, dichiaratamente, su “edilizia, ricerca e didattica come leve di crescita e sviluppo”. Per Prandi e il prorettore Cuniberti, gli investimenti edilizi rappresentano uno dei pilastri delle priorità strategiche di Unito. La sfida, però, si giocherà anche nella fase di transizione dal Pnrr al post Pnrr, soprattutto sul fronte delle figure altamente qualificate – dottorandi e ricercatori – che difficilmente potranno essere assorbite stabilmente dal mondo accademico.

Tra gli investimenti, centrale è il campus di Grugliasco. “Si tratta di uno dei più grandi interventi edilizi in Italia”, spiega Prandi. La conclusione dei lavori è attesa per il prossimo anno e, secondo la rettrice, porterà benefici logistici anche alle altre sedi universitarie. Un altro progetto significativo è quello in corso negli spazi della Cavallerizza Reale, in via Verdi, dove sorgerà un polo culturale nel cuore di Torino.

Un ulteriore tema cruciale riguarda il futuro delle figure più precarie della ricerca accademica. “Il percorso che stiamo compiendo porta a un primo provvedimento per la proroga dei contratti da Rtda [ricercatori a tempo determinato, ndr]”, afferma il prorettore Gianluca Cuniberti. Al centro vi è la gestione del passaggio dai fondi Pnrr – che hanno consentito l’ingresso di numerose figure nel sistema universitario – alla fase post Pnrr. L’ateneo non riuscirà a riassorbirle tutte e l’obiettivo è indirizzare queste professionalità altamente qualificate verso il sistema produttivo, anche attraverso bandi regionali come “Matchin”.

Tra le prospettive future rientrano anche altri ambiti strategici. Oltre alla didattica, ci sono le politiche green – che collocano Unito tra i primi atenei a livello nazionale – e l’internazionalizzazione, con l’Università di Torino tra le poche realtà accademiche italiane a disporre di una sede a Bruxelles in dialogo diretto con la Commissione europea.

Centrale sarà anche il tema dell’innovazione. “L’ateneo sta riflettendo sull’uso dell’intelligenza artificiale”, sottolinea Cuniberti. Unito annuncia infatti la distribuzione di licenze di ChatGpt per il personale interno. “L’Ia è un potenziamento delle nostre capacità, strumenti che devono essere integrati nella ricerca”.

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