Ad aprile torna il Tango Torino Festival: gli appuntamenti della 24esima edizione

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“Stiamo attraversando un momento complicato a livello globale, con venti di guerra che soffiano in tutto il mondo. È a questo punto che bisogna ballare e reagire. Nell’Argentina degli anni Settanta il tango era una forma di ribellione, un movimento di resistenza, come lo sono stati il jazz e il blues”, ha affermato l’assessore allo Sport e ai Grandi eventi di Torino, Domenico Carretta, in occasione della conferenza stampa di presentazione della 24esima edizione del Tango Festival, questa mattina, mercoledì 25 marzo, nella sala delle Colonne del palazzo di Città.

La kermesse dedicata al ballo originario dell’Argentina e dell’Uruguay – nata da un’idea di Marcela Guevara e Stefano Giudice – tornerà dal 2 al 6 aprile e illuminerà il capoluogo piemontese con danze, corsi, seminari e lezioni con alcuni dei migliori maestri sulla scena internazionale. Saranno presenti alcune delle più grandi star sudamericane e verranno coinvolte numerose venue sparse per la città, dalla Nuvola Lavazza all’associazione Il Fortino.

Il Festival comincerà giovedì 2 aprile, alle 21, con il Tango show al Conservatorio G. Verdi e proseguirà la sera stessa con la Milonga di apertura al Club Almagro. Si entrerà nel vivo della manifestazione il giorno dopo, venerdì 3 aprile, con la Fiesta de Bienvenida, animata dalla musica del dj Diego Doigneau e dalle esibizioni di Esteban Moreno y Claudia Codega, Carlitos Espinoza y Agustina Piaggio e Julian Sanchez y Bruna Estellita. Chiuderà le danze la Milonga pomeridiana di lunedì 6, con dj Carlitos Espinoza, sempre al Club Almagro.

“Il Tango Torino Festival è una realtà che esiste sul territorio da 24 anni. Un evento diventa grande rispetto alla capacità che ha di reinventarsi, superando anche periodi difficili come quello del Covid. Ogni anno crescono le aspettative e si ha ansia di fare meglio dell’anno precedente. Torino è diventata una città che piace, dove arrivano turisti. Dobbiamo porci in una doppia ottica quando organizziamo eventi di questo tipo: quanto questi possono portare ai turisti, ma anche quanto possono dare alla città, in termini di crescita sociale, culturale e di ricadute economiche, necessarie per reggere tutto il tessuto”, ha concluso l’assessore.

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